Il 2020 sarà ricordato come l’anno peggiore di sempre per le vendite di beni di lusso. Lo dicono i risultati di una ricerca Bain & company svolta in collaborazione con  Altagamma ed il contributo dei maggiori analisti internazionali specializzati.
Secondo il presidente di Altagamma Matteo Lunelli «la pandemia porterà a un calo di fatturato del 20% nel 2020”. Le previsioni indicano però che il comparto ripartirà e quindi il trend di lungo periodo rimane positivo, con una crescita del 2-3% da qui al 2025 guidata dagli acquisti cinesi che arriveranno a rappresentare il 50% del totale. “L’industria creativa italiana, dotata di risorse manifatturiere, creative e imprenditoriali uniche, ha tutte le carte in regola per rilanciarsi e tornare a esercitare la sua leadership mondiale» ha dichiarato Lunelli.
Stando ai risultati della ricerca Bain & company, gli acquisti di beni personali di lusso, che nel 2019 avevano registrato un giro d’affari di circa 281 milioni di euro (in crescita del 7% o del 4% a cambi costanti rispetto al 2018), quest’anno registreranno una brusca frenata che potrebbe essere tra il 20 e il 25%, oppure tra il 30 e 35% a seconda di come sarà la ripresa e se ci sarà una lieve ripartenza del turismo.
Le flessioni più consistenti si registreranno in Europa (-29%) e Americhe (-22% il Nord e -21% l’America Latina), anche per via della loro più lunga esposizione alla crisi e per l’assenza di flussi turisti internazionali, soprattutto cinesi.Meno marcato il calo delle vendite nell’ex Celeste Impero (-9%, il primo a uscire dall’emergenza), in Giappone (-14%) e nel resto dell’Asia (-16,5%). Per quanto riguarda i prodotti, ad avere la peggio saranno gioielli (-23%), orologi (-25%) e abbigliamento (-21,5%), mentre pelletteria (-17%) calzature (-16%) e cosmesi (-13%) si impongono come le categorie più resilienti. Un segnale positivo viene infine dall’online, con un +16% dei canali digitali retail e +12% per quelli wholesale.