Si ricomincia: dal 20 al 23 settembre 2020 a Fiera Milano apre l’edizione numero novanta di MICAM Milano, pronta a mettere in mostra le proposte di oltre 600 marchi.
Per consentire agli espositori importanti occasioni di business ci saranno oltre 5000 buyer internazionali, provenienti soprattutto da Italia ed Europa, che MICAM ha individuato e contattato per costruire, anche attraverso di loro, una ripartenza concreta e qualificata per il business delle aziende in mostra.
 “Finalmente si riparte. Abbiamo lavorato intensamente a una manifestazione per molti versi unica nel suo genere, per dare un segno forte al settore che richiedeva ad Assocalzaturifici concretezza, rapidità ed efficienza nel supportare le aziende provate dalla crisi sanitaria. Osserva Siro Badon, presidente di MICAM e Assocalzaturifici – Siamo consapevoli che soltanto cambiando si può crescere e per questo abbiamo voluto evolvere la manifestazione attraverso MICAM Digital Show, un nuovo canale digitale attivo da ieri, che affianca gli spazi fisici di MICAM per aiutare le aziende a incontrare i mercati superando i limiti del momento. Inoltre, abbiamo ancora una volta fatto sistema con le manifestazioni degli altri comparti del fashion e ci presentiamo uniti più che mai per permettere agli operatori e ai buyer tante opportunità in più”.
MICAM Milano concentrerà la propria offerta all’interno di cinque padiglioni.
La speciale area denominata Premium ospiterà la proposta più esclusiva di MICAM e, per la prima volta, anche le proposte di MIPEL (fiera internazionale più rappresentativa della pelle e della borsa), con marchi prestigiosi dell’Italia e del Made in Italy, e di TheOneMilano Special, featured by MICAM (salone del prêt-à-porter femminile) che vedrà un’interessante rassegna di proposte creative selezionate.
Sempre nel padiglione 1, l’area MICAM X, il laboratorio di idee dedicato all’innovazione, offrirà incontri e iniziative ispirate ai quattro grandi temi lanciati all’edizione di febbraio 2020: Retail del futuro, Sostenibilità, Tendenze e materiali, Heritage & Future.
Al Pad. 3 sarà allestita Wonderland, la particolare piazza ispirata al secondo capitolo della fiaba MICAM in Wonderland che caratterizzerà l’edizione di settembre, rappresentando un omaggio alla creatività che supera ogni limite e ogni ostacolo per trasformarsi in meraviglia e bellezza. Un’area speciale che offrirà anche un momento di svago agli operatori in visita, consentendo a tutti di sorseggiare un thè e scattare un selfie-ricordo di MICAM 90 con tutta la magia del mondo di Wonderland
A completare l’offerta espositiva, tracciando un ideale percorso dalla materia prima al prodotto finito e arricchendo di ulteriori proposte creative l’offerta di MICAM Milano, ci saranno HOMI Fashion & Jewels Exhibition, manifestazione dedicata all’Accessorio Moda, Bijou e Gioiello Trendy, che si svolgerà dal 19 al 22 settembre e Lineapelle, mostra internazionale di pelli, accessori, componenti, tessuti, sintetici e modelli, in programma il 22 e 23 settembre, entrambi a Fiera Milano Rho.

LA CONGIUNTURA
L’emergenza sanitaria ha avuto pesanti ripercussioni anche sul comparto calzaturiero.  Oltre alla contrazione nei valori produttivi e del fatturato, si registra una decisa flessione sul fronte dei consumi interni e dell’export. La spesa delle famiglie è scesa del -30%, nonostante l’impennata degli acquisti online (+42%) dovuta alla chiusura dei negozi durante il lockdown. Anche l’export non sorride: -22% in quantità i mercati dell’Unione Europea, dove sono dirette 2 calzature su 3 vendute all’estero, e -33,4% quelli extra-UE, con un saldo commerciale, seppur in attivo per 1,6 miliardi di euro, fortemente ridimensionato (-34%). La ripartenza, dopo l’allentamento delle misure restrittive, procede a fatica: gli acquisti degli Italiani restano in frenata (-29% in quantità a maggio e -7% a giugno) e l’export, dopo il crollo del bimestre marzo-aprile (-50%), ha fatto segnare un -27% in volume nei due mesi successivi. Una congiuntura negativa anche sotto il punto di vista dell’impatto lavorativo con un decremento sia delle aziende (-77 da gennaio) che del numero di addetti (-520).
Sul versante estero, i dati Istat indicano per i primi 6 mesi dell’anno un arretramento complessivo dell’export del -26,4% in quantità e del -25,4% in valore. Sono stati esportati complessivamente 78,7 milioni di paia – operazioni di pura commercializzazione incluse – oltre 28 milioni in meno rispetto a gennaio-giugno 2019, per 3,8 miliardi di euro. Una situazione davvero emergenziale: basti pensare che tali volumi risultano inferiori del 24% a confronto con quelli raggiunti nei primi 6 mesi del 2009, cioè in piena crisi economica mondiale (quando furono esportati 104 milioni di paia).