Nel 2020 la produzione globale di calzature è scesa del 15,8%, l’export del 19%. I dati sono del World Footwear Yearbook 2021, lo studio che analizza l’evoluzione del settore mondiale pubblicato come ogni anno da APICCAPS, l’associazione calzaturiera portoghese. Inaspettatamente i risultati sono migliori delle previsioni che indicavano un calo dei consumi globali di calzature superiore al 20%. In realtà i numeri finali registrati nell’ambito dei paesi sviluppati in Europa e Nordamerica sono risultati in linea con le aspettative, mentre l'Asia e i paesi meno sviluppati hanno superato le attese, riducendo la flessione globale.

In generale, la pandemia di Covid-19 ha colpito duramente il settore calzaturiero che ha visto un calo della produzione di quasi 4 miliardi di paia spazzando via la crescita degli ultimi dieci anni.
L’emergenza sanitaria non ha però modificato la geografia della produzione che è rimasta concentrata in Asia dove vengono prodotte 9 paia su 10.
Nonostante la crisi, l’Asia è riuscita ad aumentare la sua quota dello 0,2%. La Cina è sempre il maggior produttore mondiale di calzature con una quota del 54,3%. Tuttavia, nel 2020 il gigante asiatico ha ridotto la propria produzione di oltre 2 miliardi di paia perdendo un punto percentuale che riflette lo spostamento della produzione verso altri paesi asiatici.

Più della metà dei consumi mondiali è in Asia

Il Covid-19 ha avuto un forte impatto sui consumi di calzature nelle economie avanzate di NordAmerica ed Europa, contribuendo a ridurre il gap tra i consumi pro-capite fra i continenti. Permangono comunque importanti differenze dei modelli di consumo pro-capite che variano da 1,5 paia in Africa a 4,3 paia in NordAmerica. Nel 2020 il consumo in Asia ha rappresentato il 55,8% del totale mondiale. Europa e NordAmerica seguono rispettivamente con il 13,6% e il 13,1%.
L’Unione Europea, presa come regione, rappresenta il quarto mercato di consumo del mondo per le calzature con un totale di 1.763 milioni di paia nel 2020. Causa Brexit e poi pandemia, l’Unione Europea ha comunque perso due posizioni in graduatoria.
La quota dei consumi degli USA sul totale mondiale è scesa del 10% per la prima volta. La Cina, per contro, ha superato la soglia del 20% e, insieme all’India, ora rappresenta un terzo dei consumi mondiali.

Esportazioni globali -19%

Le esportazioni di calzature nel 2020 sono scese del 19% rispetto all’anno precedente, il dato peggiore degli ultimi dieci anni. In termini di valore la flessione è stata inferiore (-14%) ma ha comunque riportato indietro il totale ai livelli del 2013.

La pandemia di COVID-19 ha interrotto le catene di fornitura internazionali portando a una riduzione della percentuale di produzione esportata, scesa dal 62% al 59%.
L’Asia resta la prima origine dell’export calzaturiero ma la sua quota è continuata a scendere negli ultimi dieci anni. Il trend è proseguito nel 2020. Lo stesso discorso vale praticamente per tutti i continenti tranne che per l’Europa la cui quota sulle esportazioni mondiali è cresciuta di 4 punti percenti dal 2011. Questo dato riflette l’elevata intensità del commercio europeo e un forte processo di integrazione all’interno dell’area.
La Cina continua ad essere il leader indiscusso nelle esportazioni di calzature, ma nel 2020, per la prima volta, il Vietnam ha superato il 10% delle esportazioni mondiali (in volume). In termini di valore, il Vietnam è diventato il più grande esportatore di calzature tessili, superando la Cina. È la prima volta da quando è stato pubblicato il World Footwear Yearbook che la Cina non è in testa alla classifica delle esportazioni per una categoria di calzature.

Il prezzo medio supera i 10 dollari

L'evoluzione del prezzo medio al paio all'esportazione ha continuato a mostrare una tendenza al rialzo quasi lineare, crescendo a una media del 3,3% all'anno dal 2011. Nel 2020, nonostante le tendenze negative della domanda derivanti dalla pandemia di COVID-19, la crescita dei prezzi ha registrato un + 6% con il prezzo medio che supera i 10 dollari per la prima volta nei registri del Word Footwear Yearbook.
Dopo un decennio di crescita, la quota di calzature tessili nelle esportazioni mondiali negli ultimi 2 anni è diminuita in volume, sebbene si sia stabilizzata in valore, riflettendo un aumento del prezzo per questo tipo di calzature.
Nello stesso periodo, le calzature in pelle hanno aumentato leggermente la loro quota di volume, apparentemente invertendo la tendenza al ribasso che si era evidenziata all'inizio del secolo e stabilizzando la sua quota di valore.

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