Come può attrezzarsi il mondo della concia e quali vie può seguire per raggiungere l’obbiettivo di trasformarsi in un settore sempre più aderente al concetto d’Industria 4.0?

Paolo Gurisatti, Giancarlo Dani, Edoardo Imperiale
Paolo Gurisatti, Giancarlo Dani, Edoardo Imperiale

Su questo tema in particolare si è concentrata l’attenzione di chi è intervenuto lo scorso 7 aprile all’appuntamento “Strategie e strumenti per l’innovazione dell’industria della pelle” organizzato dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti – SSIP durante l’Innovation Village di Napoli.

Gli scenari innovativi per la filiera cuoio-pelle prospettati durante l’incontro hanno riguardato il progetto FabLab applicato alle concerie nonché le nano-biotecnologie per la realizzazione di pellami innovativi, nuove opportunità per le imprese e nuovi modelli di finanziamento dell’innovazione.

I circa 100 partecipanti all’incontro hanno apprezzato le linee di indirizzo che Edoardo Imperiale, Direttore Generale SSIP, ha tracciato per il lavoro della Stazione Sperimentale, indicando soprattutto nella collaborazione sempre più stretta con le Università un punto cruciale per lo sviluppo di progetti di ricerca innovativi che possano giovare concretamente al settore.

Giancarlo Dani, Consigliere Unione Nazionale Industria Conciaria – UNIC e imprenditore di successo nel settore conciario (soprattutto imbottito e automotive), ha invece sottolineato il ruolo centrale che la Stazione Sperimentale interpreta in qualità di collante imprescindibile per le relazioni tra i diversi attori del settore.

Gli ha fatto eco Michele De Maio, Vice Presidente Confindustria Avellino, che ha voluto ancora una volta sottolineare come il lavoro del settore conciario è di per sé, e da sempre, innovativo e attento al tema oggi sempre più caldo della sostenibilità. Un vero esempio di economia circolare poiché fondato sugli scarti dell’industria alimentare. Parlando della crisi hai poi tenuto a precisare come essa possa rivelarsi ulteriore occasione di innovazione:

Einstein diceva che in tempo di crisi si deve, si rende quasi necessario, evitare di ripetere quello che si è sempre fatto. Una crisi è la miglior occasione per le menti brillanti di evolvere e cogliere nuove opportunità.

Per inquadrare e dare respiro al tema ‘Conceria 4.0’, il fondamentale intervento di Paolo Gurisatti. Il Presidente SSIP ha espresso alcune idee su come il mondo della conceria italiana potrebbe guidare il processo di innovazione sociale e sostenibilità, e radunare consenso attorno ai prodotti del ‘Made in Italy’. Alcuni concetti chiave: raccolta differenziata e tracciabilità della filiera; raggiungimento del traguardo zero scarti (grazie anche alla trasformazione dei rifiuti in altri materiali virtuosi); interazione con Industrie/Università, Associazioni, produttori di macchine e chimici; nuove professionalità. secondo Gurisatti è tempo di immaginare per la conceria un nuovo futuro Mani-fatturiero e Artigiano, un futuro 4.0.

Il programma dei lavori ha visto intervenire anche Marco Abbro, di Bio-Logic, che ha illustrato il progetto di fablab per l’industria delle pelli, mostrando i macchinari che possono essere utilizzati per il finissaggio della pelle (taglio, frese, stampi per imprimere sagome). Interessante l’esemplificazione suggerita da Abbro e offerta dal Futurecraft di Adidas in cui una fresa lavora la pelle disegnando direttamente la tomaia della scarpa (guarda il video).

Notevole curiosità anche per i progetti riguardanti le nano-bio tecnologie per la realizzazione di pellami innovativi, presentati da Paolo Netti, Coordinatore Centre for Advanced Biomaterials for Health Care dell’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT. Nanotecnologie che conferiscono proprietà particolari alla pelle intervenendo su tutto lo spessore del collagene e non solo in superficie; ricostruzione in vitro di una pelle a partire da alcuni scarti.

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