Secondo la nota congiunturale di Lineapelle il trimestre gennaio-marzo 2021 è stato “diffusamente negativo per gli indici medi di fatturato delle concerie, con cali spesso persistentemente a doppia cifra”. A complicare la situazione i forti aumenti dei prezzi delle pelli grezze e semilavorate con pochissime eccezioni.
Nel dettaglio, i bilanci delle bovine medio-grandi segnano su base annua il -8%, le bovine piccole il -7% e le ovicaprine il -20%. Il trend negativo coinvolge il resto dell’Europa: la Germania perde il -10,5% medio sulle bovine, la Spagna il -18% sulle ovicaprine e la Francia cede il -18,3% medio su tutte le tipologie.
 
La nota economica delinea anche il quadro delle destinazioni d’uso della pelle. Caute ma tendenzialmente ottimistiche le previsioni di crescita del segmento lusso con tutti i brand del lusso che tornano sopra i livelli pre-pandemici. Ancora profondo rosso invece nei bilanci della calzatura europea che evidenzia perdite diffuse a doppia cifra nei principali paesi produttori, con eccezione della Germania. Fuori dall’UE, attenuazione delle perdite cinesi, ma sempre in calo India, Brasile e Vietnam. Il comparto della pelletteria appare meno penalizzato della calzatura, con perdite di minore entità a livello complessivo e qualche rialzo lieve in Francia e più deciso in Germania. Seppur non brillante, il segmento dell’imbottito regge bene il confronto con il trimestre 2020, mentre l’automotive mostra un recupero marginale del mercato europeo con in testa la Francia a +21%.