Oggi l’industria conciaria è direttamente coinvolta nelle sfide ambientali globali ed è chiamata a ridurre l’inquinamento e il rischio chimico. Nonostante i grandi progressi fatti, la produzione delle pelli è infatti ancora caratterizzata da un certo impatto ambientale, dovuto all’utilizzo di sostanze di origine petrolchimica e dal grande impiego di risorse idriche. Il progetto Life Biopol nasce per rispondere alle richieste di maggiore sostenibilità che sempre più frequentemente vengono rivolte al settore conciario.
Da sempre sensibile al tema ambientale, nel 2016 Codyeco si è fatta promotrice di Life Biopol, il progetto di ricerca co-finanziato dall’Unione Europea che si inserisce nel programma “LIFE 2014-2020”, indirizzato a favorire iniziative riguardanti la tutela dell’ambiente e del clima.
Il progetto mira a ottenere molecole complesse (biopolimeri) di origine naturale, ricavate da un processo di valorizzazione degli scarti della filiera agro-industriale e conciaria, ed utili alla lavorazione della pelle. Un approccio virtuoso in cui materie secondarie diventano risorse preziose per la sintesi di innovativi prodotti biologici, favorendo le economie circolari tra i diversi settori industriali.
Per sintetizzare i biopolimeri Codyeco ha condotto una scrupolosa attività di sperimentazione, sia in laboratorio sia su scala industriale, avvalendosi di apposito impianto prototipo di nuova concezione. La produzione industriale dei biopolimeri ha permesso di testare le prestazioni dei nuovi prodotti in conceria su pelli bovine, ovicaprine e croste.
I nuovi biopolimeri – spiega l’azienda – sono stati sintetizzati partendo da diversi tipi di scarti e sottoprodotti, quali biomasse derivanti dal pellame wet-blue, ricche in proteine, e biomasse derivanti dall’agricoltura come pannelli di soia, melasse di canna da zucchero e di barbabietola. Grazie alle moderne tecnologie utilizzate, i nuovi prodotti non contengono sostanze pericolose e hanno minore impatto ambientale rispetto ai tradizionali chemicals. L’intero progetto Life Biopol è stato valutato attraverso l’analisi del Ciclo di Vita (LCA) al fine di minimizzare e calcolare la Carbon Footprint della nuova tecnologia.
Life Biopol ha visto la collaborazione di cinque partner: Codyeco, responsabile della gestione del progetto, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, Ilsa, azienda specializzata nel settore dei fertilizzanti e le concerie spagnole Dercosa e Inpelsa.

Ricerca, coraggio ed innovazione, sono queste le linee guida che Codyeco ha fatto proprie per condurre al meglio Life Biopol. Attraverso il progetto è stata confermata la possibilità di utilizzare rifiuti e sottoprodotti di varie filiere industriali per ottenere nuovi prodotti ecologici capaci contribuire alla sostenibilità del processo conciario.

Per ulteriori dettagli visitare https://www.codyeco.com/sustainability/