Ha preso avvio con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, il progetto Dani Academy, la nuova officina delle idee con cui la storica conceria di Arzignano Dani spa vuole costruire un percorso di ricerca sul design sulla pelle ancorato alla sostenibilità di Zero Impact. A Milano la prima tappa, che ha portato i giovani talenti dell’Accademia a confrontarsi sull’innovazione sostenibile delle pelli. Gli studenti delle Aree Design e Fashion Design sono stati coinvolti in due workshop: il primo dedicato a creare una collezione Zero Impact e il secondo a dar vita a prodotti scaturiti dal recycling creativo che recupera e trasforma gli scarti di lavorazione attraverso cui l'azienda ha voluto dar visibilità alla propria strategia di business sostenibile, che preserva l'ambiente, ottimizza i consumi e riduce gli sprechi, in ottica di un'economia circolare.
Otto i lavori selezionati da una giuria composta dalle docenti di NABA che hanno guidato gli studenti nel corso del progetto e dal board di Dani e che sono stati presentati durante Lineapelle, dal 22 al 24 settembre, nello showroom di UNIC in Via Brisa, 3 a Milano.
Le studentesse Francesca Ponti ed Elena Serafini hanno improntato la loro ricerca sulle sovrapposizioni di materiali capaci di disegnare forme tra il vuoto e il pieno; Giulia Ciolas e Maria Llinares hanno lavorato sulla durabilità nel tempo che la pelle assicura, proponendo oggetti intercambiabili. Vanessa Feroldi e Valentina Barbaro si sono concentrate sulla resilienza, con la tecnica antica del kintsugi a ricucire insieme strappi preziosi, mentre Aurora Possenti e Aldo Mucciarone sull’incontro/scontro energizzante della dimensione naturale della pelle. Carrie Hack ha puntato sull’essenzialità di un pezzo unico, capace di diventare borsa e contenitore senza scarto. Ottavia Ferraris e Giulia Colombo hanno posto al centro il DNA della pelle, come luogo della memoria da ricucire, mentre Pietro De Longhi e Michele Rizzoli hanno spostato il focus sull’usabilità di shopper che prendono forme diverse in modo fluido in base alle destinazioni d’uso in ottica zero waste. Infine Silvia Prandini e Manuel Venditto si sono concentrati sull’attrazione degli opposti e dei gemelli destinati a trasformarsi in oggetti di design impreziositi dalla loro imperfezione.
Zero Impact, frutto di un R&D decennale, è una piattaforma tecnologica che permette di realizzare collezioni esenti da metalli pesanti, a bassissimo impatto ambientale, con un minor consumo d’acqua, minor impiego di prodotti chimici, carico inquinante ed emissioni di CO2 ridotte al minimo e compensate attraverso piani di compensazione delle emissioni certificati da UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change).
“La Ricerca & Sviluppo è una costola fondamentale del nostro lavoro da sempre” spiega Giancarlo Dani, che guida la multinazionale vicentina con sedi e clienti in tutto il mondo. “I risultati di questa sperimentazione destinata a dare una seconda vita agli scarti di lavorazione sono creativi e illuminati: i giovani studenti hanno colto appieno le potenzialità offerte dal contest progettando collezioni che sono convinto possano avere buone potenzialità nel mercato. La nostra Academy vuole anche essere un ponte in grado di avvicinare, in modo diretto e concreto, la scuola al mondo del lavoro e Dani al prodotto finito, con sempre maggiore attenzione al riciclo e al recupero di scarti. La nostra vocazione a seguire da vicino ogni step della filiera di lavorazione è sempre più forte e sentita”.
Guido Tattoni, Direttore NABA, commenta: “In un contesto come quello attuale in continua evoluzione l’approccio del learning by doing che portiamo avanti nella formazione in NABA, si rende ancor più fondamentale. A nome dell’Accademia tutta ringrazio Dani per questa collaborazione, un progetto che abbiamo sposato con entusiasmo sin dai suoi albori e dal quale abbiamo visto fiorire moltissime idee e progetti di valore”.

Dani Spa

Nata nel 1950 ad Arzignano (VI) e ancora di proprietà della stessa famiglia, Dani S.p.A. è una multinazionale con 1.300 dipendenti, un fatturato di 170 milioni di euro circa, di cui l'80% realizzato all’estero. La produzione, tutta italiana e sostenuta da consistenti investimenti in R&D, serve i mercati dell’automotive, della moda, dell’arredamento, della pelletteria, della calzatura e del design. Dani ha tre concerie a ciclo completo ad Arzignano, due stabilimenti esteri per le operazioni di taglio e cucito delle pelli finite a Slovenj Gradec (Slovenia) e Nabeul (Tunisia), una partnership in Messico per il mercato dell’automotive americano e tre showroom, a New York, Shanghai e Arzignano.

Nelle immagini i progetti finalisti