Molto interessante il quarto webinar recentemente organizzato dalla Stazione Sperimentale per l’industria delle pelli e delle materie concianti-SSIP sul tema “Depurazione 4.0: studio del COD recalcitrante ai sistemi depurativi tradizionali”. Ad aprire i lavori la Responsabile Area Politecnico del Cuoio Serena Iossa che ha introdotto l’ing. Daniela Caracciolo, responsabile del nuovo Dipartimento delle Tecnologie per l’Ambiente dell’Area Ricerca e Sviluppo di SSIP,che ha tenuto il webinar.

La relatrice ha iniziato ricordando che SSIP ha svolto diversi progetti sul trattamento delle acque di scarico e da sempre si interessa di tutte le attività di ricerca connesse al settore ambientale conciario. Da qui è scaturito l’approfondimento sul COD recalcitrante e la relativa collaborazione con gli impianti depurativi. Con l’implementazione di conce alternative si è infatti assistito a una sensibile variabilità del carico inquinante nelle acque reflue e ad un incremento del COD recalcitrante.

Daniela Caracciolo

L’obiettivo della ricerca – ha spiegato Caracciolo – è quello di individuare quali sostanze presenti nelle acque provenienti dagli impianti di depurazione sono responsabili del COD recalcitrante, e cercare, grazie ad analisi approfondite, di evitare quanto più possibile l’uscita di questi componenti non biodegradabili o difficilmente biodegradabili.

La relatrice ha quindi svolto un’analisi degli articoli di letteratura, nei quali è stato riscontrato che il COD recalcitrante deriva da sostanze organiche refrattarie all’ossidazione, già oggetto di studio in quanto nocive per l’ambiente e per l’essere umano. Tra queste vi sono i POP, Inquinanti organici persistenti e gli ECD, sostanze chimiche che interferiscono nel normale funzionamento del Sistema endocrino.

Molte associazioni, come ad esempio la ZDHC, richiedono il divieto o il controllo degli scarichi delle industrie conciarie o tessili per garantire che non ci siano sostanze di questo tipo: l’obiettivo comune è arrivare a uno scarico zero delle sostanze pericolose. Per questo motivo, grazie al trasferimento nella nuova sede e all’ampliamento del parco macchine, la SSIP offre ora la possibilità di analizzare concentrazioni anche minime di queste sostanze con metodi altamente sofisticati.

In ultima analisi, sono stati illustrati i nuovi strumenti e le tecniche messe a disposizione dalla Stazione Sperimentale e dall’Università di Napoli a questo scopo, come l’ICP MS, la HPLC MS-MS, la nano LC-MS/MS orbitrap e il sistema Maldi TOF-TOF 4800 plus.