Hong Kong conferma: la domanda resta alta e i prezzi delle pelli salgono alle stelle ma il lavoro per chi fa moda e innovazione non manca

L’ultima edizione della APLF MM&T di Hong Kong è stata giudicata unanimemente la migliore degli ultimi anni. Frotte di operatori come non si vedevano da tempo – soprattutto nei primi due giorni – hanno visitato gli stand delle concerie, ma anche quelle dei produttori di macchine e di ausiliari chimici alla ricerca delle ultime novità di moda, rifinizione e tecnologia, confermando quei venti di ripresa che si erano già sentiti negli ultimi mesi del 2013. Nell’insieme i visitatori registrati sono stati 18.895, di cui 8.174 buyers stranieri (+8,7%). L’argomento centrale di tante conversazioni fra fornitori e compratori avvenute durante la fiera è stato naturalmente il prezzo del grezzo, che ha toccato nuovi record storici e che oggi sembra rappresentare il maggior ostacolo ad una concreta ripartenza del sistema pelle mondiale. Peraltro la tendenza al rialzo della pelle non sembra destinata a finire nel breve periodo, tutti gli esperti dichiarano che sarebbe già positivo se il 2014 rispecchiasse il 2013 in quanto a prezzi e listini.

Quanto alla fiera, le campionature sono state giudicate molto abbondanti e interessanti, a conferma di un grande interesse verso le novità e già molti ordini, sia pure in volumi ridimensionati rispetto al passato, sembrano essere stati piazzati. L’industria conciaria cinese ha confermato peraltro di attraversare un momento di transizione che, oltre ai problemi legati alle nuove normative ambientali, includono crescenti difficoltà di accesso al credito e relativi pagamenti.

Ma, come noto, il raggio d’azione della fiera di Hong Kong si estende a a tutto il sud-est asiatico compresi Oceania e Sudamerica. L’edizione 2014 svoltasi a fine marzo ha celebrato i 30 anni di vita mettendo in campo l’offerta di oltre 1.200 espositori da 50 Paesi, tra cui ben 27 gruppi collettivi e secondo gli stessi espositori ha registrato un incremento di operatori da molti Paesi diversi, in primis dal Giappone, che a dispetto dei problemi di cambio continua a privilegiare la pelle di alta qualità, ma anche da Corea e Indonesia. Complici i venti di ripresa, la fiera ha quindi confermato di essere la piattaforma di riferimento per il mercato della pelle globale. Tra i gruppi collettivi più soddisfatti senz’altro il Brasile che ha goduto della luce dei riflettori anche grazie alle tante iniziative (seminari, mostre e presentazioni varie) organizzate dal CICB in quanto focus country di questa edizione.
Di tenore positivo anche i commenti di molte concerie italiane che come sempre costituiscono la collettiva straniera più consistente.

Buona fiera e buoni contatti

– sintetizza Alessandro Iliprandi di conceria BONAUDO.

Abbiamo fatto un lavoro discreto nonostante il problema del grezzo.

– dice Aldo Donati di AUSONIA.

Soddisfazione anche da ONDA VERDE che in Cina realizza già il 25-30% del fatturato export:

Non si può essere tutti schiavi delle grandi firme. Noi abbiamo preferito diversificare e oggi lavoriamo bene anche con i manufatturieri cinesi, ma solo con quelli che producono per il mercato interno, l’unico che cresce e che è disposto a pagare per avere pelli di qualità. Cosa chiedono oggi i cinesi? Una volta bastava il colore nuovo, oggi anche loro cercano le ultime novità anche se poi il modello di scarpa o borsa lo copiano ancora.

– riferisce Tiziano Bonistalli.

Abbiamo registrato un interesse notevole, soprattutto da parte di giapponesi e indonesiani che ci hanno chiesto tanti campioni. Speriamo che qualcosa si concretizzi ma sicuramente il movimento è stato superiore al passato e la fiera sembra aver riacquistato l’importanza che aveva un tempo.

– raccontano Fabrizio di Giuseppe e Samuele Maccanti della conceria CAPITAL. Di diverso avviso Francesco Palandrani di GEMINI:

Per conto mio, con i conciatori cinesi si perde solo tempo. Sono in giro soprattutto a curiosare e a cercare informazioni. Non hanno le idee chiare e non c’è volontà di investire. Più determinati mi sono sembrati invece gli indiani che quando sono convinti che un articolo possa essere un successo si mettono al tavolo per discutere il progetto.

– osserva l’imprenditore abruzzese.

Anche fra i produttori di ausiliari chimici si respirava un’aria di moderata soddisfazione per i risultati della fiera.

L’affluenza in fiera è stata senz’altro buona. Sono tornati operatori cinesi che non vedevamo da un po’, ma ci sono tanti problemi.

– afferma Claudio Rosati di LMF BIOKIMICA .

L’industria conciaria locale è in fase di trasformazione, molti hanno chiuso e altri stanno cambiando mercati e sistemi produttivi. La cosa positiva è che cercano di fare pelli di maggiore qualità ma è difficile dare continuità al lavoro, anche perché il cinese per mentalità ama cambiare fornitore. Soddisfatti della partecipazione in fiera anche i produttori di macchine, come Alessio Maffei e Loreno Freschi di BARNINI/MOSTARDINI:

Abbiamo notato un discreto movimento, sicuramente superiore a quello dell’anno scorso. Abbiamo visto tanti operatori da Indonesia, India, Singapore. Sono arrivate richieste interessanti da concerie indonesiane che sono entrate nell’orbita dei grandi gruppi del lusso e ora necessitano di una ristrutturazione. Un trend simile a quello attualmente in corso in Francia, mai così vivace come in questo momento.

Per concludere, un plauso alle tante iniziative organizzate per celebrare il 30° anniversario della APLF come la bella mostra “Live in Leather” – che ha coinvolto importanti designer e suggerito nuovi impieghi della pelle nel settore arredo e nella vita di tutti i giorni – ma anche i tanti interessanti seminari organizzati nel Leather Forum che hanno fornito preziose informazioni di moda, mercato e tecnologia.

La prossima edizione di APLF MM&T è già programmata dal 30 marzo al 1° aprile 2015.

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