Ha suscitato molto interesse il recente webinar organizzato da SSIP sul tema “Innovazioni nel calcinaio depilativo eco-sostenibile”, un momento di approfondimento su una fase cruciale del processo conciario quale è la depilazione delle pelli. Nella sua introduzione il direttore Edoardo imperiale ha ricordato l’impegno dell’istituto di ricerca italiano sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità, annunciando che al suo interno è appena stato aperto un nuovo dipartimento sulle biotecnologie conciarie. L’approfondimento dell’argomento in oggetto è stato quindi sviluppato da Marco Nogarole, Responsabile Tecnico e dei Servizi alle imprese del Distretto di Arzignano di SSIP, che ha esposto il suo contributo scientifico nell’ambito del calcinaio depilativo.

Marco  Nogarole, Responsabile Tecnico e dei Servizi alle imprese del Distretto di Arzignano di SSIP

Attualmente, la maggior parte delle industrie utilizza il metodo della depilazione riduttiva con solfuro, che se da un lato risulta affidabile ed efficace, dall’altro notoriamente si rivela piuttosto impattante a livello ambientale, sia per le esalazioni rilasciate nell’aria, a causa dei fumi tossici prodotti dall’acido solfidrico, sia per la grande produzione di scarto non recuperabile.
L’obiettivo dello studio esposto è quello di trovare una soluzione alternativa per ovviare a questi inconvenienti, oltre che a disporre un processo depilativo non distruttivo che permetta di ottenere un minor gonfiamento, evitare la decalcinazione, che non necessiti di ambienti speciali dedicati, e che permetta di recuperare e riutilizzare il pelo non idrolizzato e perciò ancora intatto.
Marco Nogarole ha quindi approfondito la depilazione con recupero, spiegando scientificamente come questa intervenga sulla parte del follicolo del pelo fino al bulbo e sullo strato Malpighiano di giunzione tra derma e epidermide, la zona delle pre-cheratine. L’esperto ha esposto le diverse tecniche e sperimentazioni di depilazione ossidativa, soffermandosi su quella con percarbonato di sodio che attualmente è la tecnica che riesce ad agire con pH basso, senza bisogno di aggiungere soda caustica e col vantaggio di non produrre esotermia e corrosione. Ha poi approfondito il ruolo dell’attivatore TAED, che garantisce maggiore efficacia e stabilità chimica al processo, pur ad un prezzo accessibile e una maggior biodegradabilità. In conclusione, ha portato diversi esempi pratici ed ha esposto i possibili vantaggi e utilizzi del pelo recuperato dopo la depilazione, che diventa non più uno scarto industriale, ma un utile sottoprodotto animale recuperabile in varie e molteplici applicazioni.