Al momento in cui scriviamo in due modi in particolare.
Da un lato l’associazione di categoria UNIC – Concerie Italiane rassicura il mercato attraverso le parole del Presidente Gianni Russo: «È certamente una situazione difficile quella che stiamo vivendo, ma le aziende conciarie italiane, che come UNIC-Concerie Italiane ci onoriamo di rappresentare, continuano nella loro attività, con rinnovata forza, coraggio e consapevolezza.
Hanno posto in essere, fin da subito, tutte le azioni necessarie a tutela della sicurezza dei loro dipendenti, dei loro collaboratori e per garantire la continuità dell’attività produttiva, oltre che l’assistenza tecnico/stilistica alla loro clientela.»
D’altro canto fanno i conti, letteralmente, con quello che potrebbe accadere. Sempre UNIC – Concerie Italiane, infatti, ha elaborato delle valutazioni previsionali parziali, visti gli scenari in continua evoluzione, in relazione all’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla pelle italiana. Stime «necessarie anche per segnalare la gravità della situazione congiunturale della nostra filiera alle autorità di Governo.»
Eccole: “Secondo le previsioni dei principali brand e analisti monitorati, i danni per le vendite della moda (fascia media e alta) potrebbero arrivare fino a 40 miliardi di euro”. L’automotive, invece, mostra “un consuntivo del -8% di immatricolazioni in Europa a inizio anno” e stima “il -2,5% di vendite globali per il totale 2020”. Sulla conceria italiana, “l’effetto complessivo di questi cali di domanda” combinato “all’espansione degli effetti negativi agli altri settori utilizzatori e ad altre aree nel mondo” porterebbe a perdere una quota di fatturato pari a circa il 10%.