Oltre ad essere il colosso brasiliano della carne, JBS è il più grande gruppo conciario del mondo con 22 siti produttivi e 5 centri di distribuzione distribuiti in quattro continenti. JBS Couros produce pelli finite e semi-finite per tutti i settori e mercati di destinazione dando lavoro a 6.700 persone nel mondo.
Da tempo JBS ha sviluppato e implementato un rigoroso sistema di tracciabilità delle pelli. Per promuovere la massima trasparenza sul mercato ha creato la piattaforma JBS360 dove è possible ottenere tutte le informazioni di ogni singola pelle risalendo la catena di fornitura fino al macello e all’azienda agricola che ha fornito il bestiame in quella specifica data, oltre naturalmente al nome della conceria che ha realizzato l’articolo.
JBS dichiara che attualmente il 93% delle pelli grezze lavorate dall'azienda proviene dai propri impianti di trasformazione delle carni bovine. Ma che anche gli impianti di abbattimento di terze parti che forniscono il restante 7% sono impegnati a seguire gli stessi standard stabiliti dalla loro politica di acquisto del bestiame, garantendo in particolare che gli animali provengano da allevamenti che non si trovano in zone di deforestazione, aree indigene o aree di conservazione ambientale; che non utilizzano manodopera analoga alla schiavitù e che non sono soggette ad embargo ambientale.

Abbiamo posto qualche domanda a Kim Sena, Responsabile Sostenibilità di JBS.

Kim Sena, Responsabile Sostenibilità JBS

Sappiamo che JBS ha adottato una piattaforma di tracciabilità completamente integrata. Ci può spiegare come funziona?

“JBS possiede un vasto sistema di geolocalizzazione che identifica le zone di deforestazione su immagini satellitari della Foresta Amazzonica brasiliana entro una superficie di oltre 450mila km2 (111 milioni di acri), un’area più grande della Germania. Inoltre, chiediamo che tutti i nostri fornitori registrino la posizione GPS delle loro aziende agricole su un database pubblico. Quando sovrapponiamo queste due informazioni siamo in grado di identificare le fattorie non conformi ai nostri standard e bloccarle immediatamente dalla nostra catena di fornitura assicurando un approccio di tolleranza zero alla deforestazione.
Questo sistema è in funzione da anni ma abbiamo sentito il bisogno di renderlo più trasparente possibile. Ecco perché abbiamo lanciato la piattaforma JBS360 (http://jbs360.com.br), un’interfaccia semplice da usare per permettere a chiunque di vedere con i propri occhi come funziona il sistema di tracciabilità. Digitando nel sistema il codice che si trova stampato su ogni pelle JBS, chiunque può facilmente verificare la solidità del sistema di tracciabilità, dal luogo di allevamento alla pelle finita”.

Perché oggi la tracciabilità è diventata così importante sul mercato?
“I consumatori oggi sono, e lo saranno sempre di più, scrupolosi verso ciò che acquistano. Come ben sanno i brand di tutto il mondo, specialmente sui mercati più maturi, i consumatori si stanno spostando verso quei brand che si assumono la responsabilità della sostenibilità della propria catena di fornitura.
Bisogna capire che non c’è modo di essere sostenibile preoccupandosi di un singolo passaggio, occorre fornire soluzioni per tutto il processo e questo conduce sempre alla responsabilità nel sourcing delle materie prime. Anche il comportamento dei clienti dei brand durante la pandemia ha fornito un ulteriore esempio di come i consumatori tendano ad apprezzare le compagnie che sono trasparenti su ciò che accade all’interno dei propri confini. La tracciabilità sta diventando il requisito base della fiducia dei consumatori verso i beni di consumo e le compagnie al dettaglio”.

Quando avete cominciato a lavorare sulla tracciabilità della pelle e quali sono i principali risultati ottenuti sinora?

“JBS è stata tra i primi firmatari dell’Accordo sul Bestiame del 2009 siglato in Brasile che formalizzava il suo impegno nel fornire soluzioni per combattere la deforestazione. Da allora si è cominciato a delineare il suo sistema di sourcing etico che non ha mai smesso di evolversi. I risultati? Assumendoci la responsabilità di essere un vettore di cambiamento, fornendo soluzioni pratiche per un problema storico e strutturale, vediamo il riconoscimento dei nostri clienti ai quali forniamo la tranquillità necessaria per concentrarsi sul loro core business”.

Quante pelli lavorate in un mese nei vostri impianti e in che percentuale sono completamente tracciate? Quali i problemi principali che incontrate?

“JBS produce 780mila pelli al mese a livello globale di cui la grande maggioranza è completamente tracciata. Le pelli grezze di origine brasiliana (600mila al mese) sono perfettamente tracciate e di queste il 93% può essere controllata online attraverso la piattaforma JBS360, mentre il restante 7% proviene da macelli di compagnie diverse il cui tracciamento dell’allevamento avviene comunque anche se indirettamente.
I problemi principali sono lo sviluppo e l’implementazione di pratiche più tecnologiche (ad esempio il tracciamento digitale di pelli singole) che è molto difficile da implementare a causa del sistema produttivo intrinsecamente complesso delle concerie”.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi per migliorare la sostenibilità conciaria della produzione conciaria?
“Oltre a garantire che solo i prodotti chimici più sostenibili vengono impiegati nei nostri processi per rendere la lavorazione della pelle sempre più sostenibile, stiamo lavorando su un approccio più scientifico per lavorare la pelle attraverso metodologie quantificabili. Stabilendo le diverse categorie di impatto ambientale a partire dalla progettazione degli articoli, possiamo sviluppare pelli ancora più sostenibili. Abbiamo l'obiettivo di strutturare processi di ricerca e sviluppo sempre più solidi per garantire che gli indicatori di sostenibilità siano utilizzati come linee guida in tutti i nuovi progetti, in modo che ogni articolo creato sia più ecologico del precedente”.