“La pelle non è un materiale nuovo. È un materiale di lusso.”

Il designer Bill Amberg stava parlando a proposito dell’uso del cuoio nella progettazione d’interni, ma le sue considerazioni sui materiali valgono per molti settori di questi tempi: specialmente da quando il grezzo è diventato così caro. Il suo intervento faceva parte di un seminario realizzato da LeatherNaturally! durante l’APLF di Hong Kong

Bill Amberg ha dichiarato come consistenza e tatto siano le caratteristiche fondamentali del cuoio, e ha sottolineato tale affermazione chiedendo al pubblico di chiudere gli occhi mentre porgeva loro un campione di pelle da “sentire”. È stata l’occasione per dimostrare le enormi differenze fra cuoi pesanti conciati al vegetale, morbide pelli bovine, pelli ovine così leggere da sembrare quasi impalpabili, utilizzate per sottolineare il fatto che il tatto è un fattore chiave, spesso sottovalutato dai conciatori. Oltre che con la stampa e con l’incisione, la differenza tattile può essere ottenuta attraverso cuciture speciali e taglio laser. Questa enfasi sugli aspetti “esperienziali” della pelle che i concorrenti che trattano la plastica non possono imitare è un elemento vitale per chi lavora la pelle. Nella maggior parte dei casi i clienti sono interessati al risultato più che ai costi; così, se il lavoro è ben concepito, il prezzo è frutto del valore dell’utilizzo che ne fa il consumatore più che della discussione sul costo cui si deve aggiungere un adeguato quanto giusto margine. Lavorando con la pelle, Bill Amber collabora con un gruppo di qualificati artigiani del cuoio che operano in discipline diverse, per offrire approcci innovativi a ciascuna situazione. Nel gruppo sono inclusi i mastri sellai e i rilegatori. Quindici anni fa la tendenza era quella di fare rivestimenti in pelle per arredamento e per altri settori a prezzi bassi; adesso, anche nei settori più tradizionali, il mercato chiede pelli ad hoc. Questo significa piccole quantitè, e alcuni conciatori hanno difficoltà ad adattare lotti di 7.000/10.000 piedi quadri a ordini al di sotto dei 1.000 piedi quadri. Proseguendo nella discussione di questo mondo che cambia, Jon Clark, amministratore delegato di Prime Asia, ha rimarcato il ruolo delle nuove collaborazioni industriali come quelle con il Leather Working Group e LeatherNaturally! Ha dichiarato che, nonostante gli enormi passi avanti compiuti dalla maggior parte dei conciatori in tutto il mondo, documenti redatti da enti governativi, semi-governativi, ONG, enti di beneficienza e gruppi di pressione – che non vengono contrastati a dovere – portano ad avere consumatori male informati. Fondamentale è assicurarsi che i designer sappiano che le migliori concerie hanno investito in impianti di trattamento delle acque reflue, che le pelli grezze provengono da bovini allevati per l’industria della carne, che i materiali alternativi come la pelle artificiale non sono cuoio ma prodotti chimici e che l’industria del cuoio non è una fonte di CrVI.

Il compito di LeatherNaturally!, come previsto dai suoi membri, è stato da lui definito come segue:
> Mettere in evidenza la bellezza della pelle
> Educare i consumatori
> Neutralizzare gli attacchi alla pelle

Si tratta di uno sforzo che riguarda l’intero settore, che include:
> Conciatori
> Produttori
> Catene al dettaglio
Le prove indicano che il cambiamento è già iniziato e che molte organizzazioni del settore hanno già cominciato, in tutto il mondo, a focalizzare le proprie attività sui designer e sui consumatori.
Si tratta di un cambiamento positivo, anche se naturalmente molto deve ancora essere fatto, visto che PETA da sola lavora con un budget annuale di 32 milioni di dollari.

IL PROGRESSO INIZIA CON LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI

Fondamentale per scrivere la storia della pelle è l’integrità. Jon Clark ha dichiarato che “il progresso inizia con una condivisione trasparente delle informazioni”. La sua azienda, che svolge un ruolo molto importante all’interno di LeatherNaturally!, pubblica dati completi sul consumo idrico ed energetico, sull’impronta di carbonio e sui rifiuti. Se è vero che il settore del cuoio ha compiuto passi da gigante, lui è pienamente consapevole del fatto che c’è ancora moltissimo da fare. Ma quando si mettono sul tavolo i fatti, buoni o cattivi che siano, discutere è più facile.
Questo discorso è valido se si parte dal presupposto che i nuovi consumatori giovani, altamente urbanizzati in qualunque parte del mondo, sono molto più consapevoli e molto più connessi di prima. Solo in Asia, secondo una definizione piuttosto ampia del ceto medio fornita dall’OCSE, entro il 2020 ci saranno circa 1,7 miliardi (che diventeranno 3,2 entro il 2030) di persone cui bisognerà insegnare il vero significato dei materiali naturali come il cuoio. Molti non vedranno una mucca fino all’adolescenza, e il lavoro di ricerca svolto da LeatherNaturally! evidenzia una crescente ignoranza dei giovani consumatori riguardo all’origine del cuoio.
Di recente si è molto parlato del piccolo ma significativo gruppo di 400 milioni di cinesi che rappresentavano il ceto medio e che hanno aumentato il proprio patrimonio entrando nel gruppo dei ricchi (HNWI); sono persone che acquistano grandi quantità di beni di lusso in Cina, e che accentuano questa tendenza durante i propri viaggi negli Stati Uniti e in Europa. Secondo Bain & Company, il segmento del lusso è diviso in due grandi aree, quelli che aspirano ad entrarvi e quelli che già possono accedervi. Al di sotto del livello dei HNWI si tratta di acquirenti della classe media.
Se si attua una visione a lungo termine, questi ultimi rappresentano il pubblico ideale per gli articoli in pelle. Sono consumatori alla ricerca non tanto dell’articolo prodotto dal grande marchio, quanto del prodotto che, una o due generazioni fa, avremmo definito “di alta qualità”. Dal punto di vista del consumatore, questo termine indica un oggetto ben fatto, correttamente progettato e realizzato, e che durerà a lungo. Per quanto riguarda gli articoli realizzati in pelle, significa che il consumatore è disposto a spendere del tempo per provvedere alla loro manutenzione in maniera adeguata, utilizzando grassi e cere adatte e si aspetta che, se necessario, questi stessi articoli possano essere riparati.

È per questi motivi che la pelle non è un materiale adatto per quella che viene chiamata “fast fashion”, o manifattura a prezzi bassi. L’educazione del consumatore intrapresa da LeatherNaturally! sarà incentrata sulla qualità, il valore, la durata, le prestazioni e la bellezza. E più impareremo ad essere trasparenti nel modo di comunicare, più potremo essere fieri di ciascun aspetto del nostro materiale.

by Mike Redwood