The ID Factory è una società di servizi di Arzignano nata nel 2015 per rispondere alle esigenze di alcuni fashion brand, perlopiù del settore calzature. “Siamo nati come spin off di una società di rappresentanza pellami, spinti dalle richieste dei nostri stessi clienti che necessitavano una maggior trasparenza della propria catena di fornitura” ci spiega Luca De Iulis, manager esperto di supply chain che si è unito al progetto The ID Factory dopo aver maturato importanti esperienze in aziende conciarie e calzaturiere di primo piano.

Luca De Iulis


Che tipo di richieste arrivano dai brand? “Banalmente i nostri clienti hanno bisogno di assicurarsi che i pellami utilizzati dai loro produttori siano conformi ai propri RSL, che non arrivino da aree a rischio deforestazione come l’Amazzonia, e che vengano consegnati nei tempi richiesti dai calendari aziendali e nella qualità pattuita”.
Qual è il profilo tipo del vostro cliente? “Oggi lavoriamo con 16 marchi di dimensione medio-grande che danno lavoro a circa 350 fornitori tra fabbriche di produzione, concerie, suolifici e altri fornitori distribuiti in Europa, Asia, India e Sud America.
Dalla necessità di soddisfare le esigenze di questi brand, e grazie all’esperienza nella supply chain di vari esperti guidati da Massimo Brandellero (il fondatore), nel 2015 viene sviluppata la piattaforma di digital Supply chain che si sta facendo conoscere sul mercato come “The ID Factory”. Una sorta di data mall che raccoglie ed elabora tutti i dati delle materie prime coinvolte nel processo di produzione (compresi i risultati dei test di conformità alle RSL, ovvero le sostanze chimiche limitate, effettuati attraverso laboratori terzi) associandoli automaticamente al prodotto finale.
Come funziona il sistema? “La piattaforma segue il flusso delle materie prime lungo tutto il processo di produzione, monitorando in tempo reale lo stato di avanzamento degli ordini” spiega ancora De Iulis. “Tutti i documenti e i dati sulle prestazioni della catena di fornitura sono archiviati e generati in modo sicuro, accessibili e disponibili in qualsiasi momento. Basta accendere il PC ed avere una connessione Internet per poter controllare i dati di produzione ed ottenere dati wip (work in progress) da ogni fabbrica coinvolta nel processo. Il sistema va quindi a supportare le attività quotidiane della produzione industriale, il reparto pianificazione e il lavoro delle figure strategiche che vengono così messe in grado di prendere decisioni puntuali basate sull’analisi dei dati, cosa che diventa oltremodo interessante in questi tempi di smart working”.
Come vengono tracciate le pelli? “Ogni pelle (ma anche ogni tessuto, suola o altro componente) è associato ad un codice univoco QR che viene apposto sul retro e al quale vengono associate tutte le informazioni legate all’origine e al tipo di lavorazione. Il nostro sistema viene spesso integrato ai sistemi gestionali dei brand e della loro filiera”.
La piattaforma è naturalmente in continua evoluzione: “Entro fine anno usciremo con un nuovo modulo legato in modo specifico al controllo qualità del prodotto finito” annuncia il manager.
Le ambizioni di The ID Factory si spingono anche oltre. “Occuparci di tracciabilità per i nostri player ci dà la possibilità di contribuire alla riduzione delle emissioni lungo tutta la filiera produttiva, così come degli scarti e dell’impiego delle risorse del pianeta in un’ottica di sempre maggiore sostenibilità. Siamo molto orgogliosi di questo e perciò abbiamo intrapreso il percorso per ottenere la certificazione B Corp ed entrare a far parte di un movimento di imprese (circa 3.300 nel mondo) che stanno riscrivendo il modo di fare business creando un impatto positivo su persone e ambiente. Tutto questo, mentre si genera profitto, lavorando in maniera responsabile, sostenibile e trasparente e perseguendo uno scopo più alto del solo guadagno” conclude De Iulis.


Some screenshot o the platform The ID Factory