Intervista a Mauro Bergozza, vicepresidente Assomac

Dopo un inverno cupo è tornato il sereno sul comparto delle macchine per conceria che nel secondo trimestre del 2021 raccoglie nuovi ordinativi e ritrova slancio. Il vicepresidente ASSOMAC Mauro Bergozza, che rappresenta il comparto macchine per conceria, commenta con ARS Tannery il clima del settore alla vigilia di Simac Tanning Tech che, nonostante gli spazi ridotti, si annuncia una fiera ricca di contenuti per rispondere a un mercato conciario che punta sulla qualità e chiede innovazione e automazione.

Dopo un anno e mezzo di pandemia, quali sono gli umori degli imprenditori del settore alla vigilia di questa edizione di Simac Tanning Tech?

“Il periodo che i costruttori del settore meccano-conciario stanno vivendo in questo momento è positivo. Dopo un inizio 2021 titubante, si è vista una ripresa importante, con ordinativi che hanno dato fiducia a tutto il comparto. Alcuni hanno notato un rilassamento degli ordini in queste ultime settimane, altri continuano ad accumulare ordini regolarmente”.

Che tipo di fiera sarà? Ci saranno le macchine in esposizione?
“L’edizione 2021 del Simac Tanning Tech è gestita e promossa come Fiera Internazionale con macchine in esposizione esattamente come nelle precedenti edizioni. La differenza è che, a causa del regolamento Covid 19 dell’Ente Fiera Milano, i corridoi saranno più larghi delle scorse edizioni e gli stand disposti secondo appositi schemi, il che ha ridotto lo spazio a disposizione. E’ anche vero che molte aziende hanno preferito ridurre il proprio spazio espositivo per contenere i costi di gestione, ma lo svolgimento sarà regolare come in passato”.  
 
Quali aspettative nutre il settore meccano-conciario in questo momento?  
“Inutile farsi grandi illusioni, le restrizioni emanate dai vari governi per lo spostamento tra stati, ridurranno sensibilmente i clienti extra comunitari. Però devo dire che ho sentito qualche cliente al di fuori della Comunità Europea che manca nel nostro paese da lungo tempo e che con l’occasione di visitare clienti o collaboratori molto probabilmente una visita alla fiera la farà. Sempre che la situazione sanitaria non cambi in peggio”.

Avete già avvertito la ripartenza da parte del settore conciario? Quali sono i settori di destinazione che mostrano un trend più favorevole?

“Il nostro settore, come dicevo, sta lavorando a pieno ritmo. Non ho sentito direttamente tutte le società del comparto meccano-conciario, ma la maggioranza ha un portafoglio ordini oltre i tre mesi. Si rileva un maggiore movimento tra le imprese che lavorano per il settore auto e arredamento. La scarpa e la pelletteria sembrano destinazioni un po’ meno brillanti, ma nel contesto mondiale, a parte l’Italia e la Cina, non ci sono mercati di riferimento che fanno la differenza rispetto ad altri. Fa piacere vedere il mercato americano in movimento dopo parecchi anni”.

Quali tipo di richieste arrivano dal mercato in questo momento?
“Vedo molte richieste di macchine nuove, quindi destinate a mercati con clienti di fascia alta o comunque mercati attivi ad alta produttività. Se do uno sguardo alla nostra produzione, vedo una grande ricerca nella qualità ma soprattutto parecchia attenzione ai dettagli, per cercare a loro volta di fare la differenza. Innovazione e automazione sono le parole d’ordine: sono richieste macchine sempre più intelligenti che siano interconnesse e predittive. Scarseggiano sempre più gli operatori qualificati e le concerie sono sempre più consapevoli dell’importanza nel rilevare i dati di produzione per poi analizzarli e di conseguenza modificare la propria produzione per un vantaggio produttivo ma sempre all’insegna della qualità. Noi ci siamo e siamo pronti con la “Targa Verde” per soddisfare chi vuole perseguire la strada della sostenibilità e siamo già in corsa da un paio di anni per fornire macchine “friendly user” che danno informazioni su settaggi, parametri rilevati, possibili problemi e informazione sulla manutenzione. C’è solo da sperare che la ripresa perduri!”.