Bilancio positivo per il salone italiano della tecnologia che ha richiamato operatori da tutto il mondo. Nel 2014 l’export delle macchine  per conceria è cresciuto del 15,4%

Il ritorno a Milano di Simac Tanning Tech è stato salutato con entusiasmo dagli operatori del mercato internazionale. Il bilancio del salone internazionale delle macchine e delle tecnologie per le industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria, svoltosi dal 25 al 27 febbraio a Fiera Milano Rho parallelamente a Lineapelle, è stato positivo per la maggior parte degli espositori presenti. L’edizione 2015 verrà probabilmente ricordata come l’edizione del rilancio che ha permesso alla manifestazione, completamente rinnovata nel layout, di guadagnare nuove posizioni nel calendario fieristico internazionale ribadendo la propria centralità sia per quanto riguarda le macchine per calzature che quelle per conceria. Pienamente approvato il trasloco nel capoluogo lombardo che ha riacceso l’interesse del settore verso una fiera la cui ultima edizione si era tenuta quasi un anno e mezzo prima, esattamente nell’ottobre del 2013.

Lo spostamento a Milano è stato la chiave del successo – ha commentato a fine manifestazione Amilcare Baccini, AD di Simac Tanning Tech – ma è doveroso dare merito anche alle aziende, che hanno creduto nel grande cambiamento che stavamo affrontando tutti insieme. In questi tre giorni sono state messe in mostra le più importanti tecnologie mondiali a supporto della moda della pelle

Dal punto di vista dei visitatori, il salone si è giovato dell’arrivo di 29 delegazioni invitate da ICE-Agenzia, per un totale di circa 150 delegati esteri, provenienti da Est Europa (Polonia, Romania e Russia), Asia (Azerbaijan, Bangladesh, Cina, Georgia, India, Indonesia, Iran, Mongolia, Pakistan, Vietnam), Africa (Algeria, Etiopia, Kenya, Mali, Marocco, Namibia, Ruanda, Senegal, Tunisia, Uganda), Centro e Sud America (Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Perù e Uruguay). 

L’internazionalità ha riguardato anche l’offerta. Una superficie netta di 15.200 metri quadrati (+25% rispetto alla superficie netta della scorsa edizione) articolata fra i padiglioni 14 e 18 del quartiere feristico milanese ha accolto 277 espositori, provenienti da Argentina, Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Giappone, India, Iran, Italia, Messico, Portogallo, Romania, Spagna Svezia, Svizzera, Taiwan, Regno Unito e Turchia. Fulcro di incontri e appuntamenti tra delegazioni estere, visitatori ed espositori è stato lo spazio “The Leather Square”, una vera e propria “piazza” incentrata sulla pelle e ideata per offrire un’esperienza fieristica coinvolgente. Al suo interno, è stato allestito il “Factory Lab”, ossia il laboratorio di macchine realmente funzionanti destinate ai paesi in via di sviluppo, mentre all’ingresso un’automobile d’epoca con interni in pelle originali degli anni 40 catturava l’attenzione dei visitatori.

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Un settore in buona salute

Il settore italiano delle macchine per calzature, pelletteria e conceria, nonostante la crisi economica, continua a registrare tassi di incremento a due cifre. Nei dati preconsuntivi del 2014, è stata superata la soglia simbolica dei 500 milioni di euro di fatturato, con una crescita rispetto al 2013 pari al 10,1%. L’81% di questo valore è venduto all’estero ovvero, su 5 macchine costruite, 4 sono destinate oltre confine. Complessivamente, l’Ufficio Studi Assomac stima il valore esportato lo scorso anno a circa 422 milioni di euro, che porterebbe la variazione sul 2013 a +11,9%, performance che pochi settori del made-in-Italy possono vantare. Un successo internazionale confermato dagli ultimi dati del commercio estero disponibili e relativi al periodo gennaio-novembre 2014.

«Nel 2012, abbiamo subìto il contraccolpo negativo della crisi economica, ma sia nel 2013 che nel 2014 le esportazioni hanno ripreso vigore in quasi tutti i nostri comparti – commenta Giovanni Bagini, presidente Assomac. Mentre le macchine per le calzature e per la conceria hanno confermato i buoni segnali del 2013, le macchine per la pelletteria non hanno ripetuto la stessa performance, ma hanno sostanzialmente confermato nel 2014 gli stessi livelli dell’anno precedente».

Macchine per conceria +15,4%

Complessivamente l’export della macchine per calzature, pelletteria e conceria ha fatto registrare, nei primi 11 mesi del 2014, una crescita del 12,18% per un totale esportato di circa 316 milioni di euro, considerando le sole voci doganali riferite alle macchine per pelle e cuoio. Le sole macchine per la concia, che, con il 43% circa delle esportazioni delle voci doganali considerate, rappresentano il comparto di maggior peso, hanno fatto registrare una crescita del 15,4% a fronte di una crescita già consistente nel 2013 e pari al 23,6%. Analogamente il settore meccano-calzaturiero, nello stesso periodo, ha esportato circa 85 milioni di euro che rappresentano un aumento del 14,4% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno e che accelera il trend di crescita registrato nel 2013 (+8,6%).

«Se osserviamo le tendenze delle esportazioni del nostro settore nel suo complesso, notiamo come il comparto meccano conciario dipenda sempre meno dal mercato europeo, che oggi rappresenta “solo” circa il 22% del totale esportato, mentre l’area asiatica rappresenta oltre il 37% – spiega Amilcare Baccini. In questa fotografia, quindi, si ridisegna la mappatura dell’industria conciaria internazionale che dipende criticamente dalla disponibilità di materia prima e di una strategia commerciale di alcuni Paesi tesa a promuovere la propria industria conciaria impedendo di fatto le esportazioni di pelli grezze. L’industria meccanica italiana quindi diventa la cartina tornasole di questo scenario internazionale ma conferma che, indipendentemente dagli orientamenti geografici della produzione conciaria, l’industria tecnologica italiana rimane leader mondiale».

Nei primi undici mesi del 2014, le esportazioni di macchine per conceria confermano la forte crescita tendenziale dell’Asia (+13,9%) e dell’America e, in particolare, dell’America Latina, con un incremento complessivo del 19,4%. In forte aumento anche gli acquisti provenienti dal continente Africano (+55%), anche se ancora rappresentano una quota pari a circa il 10% del totale.