Divani, ma sempre di più anche letti e complementi d’arredo, scelgono il cuoio variamente lavorato per esaltare le ultime novità di design. Il Salone del Mobile fa il pieno di visitatori in vista di Expo 2015

Drappeggiata, plissettata, trapuntata, intrecciata, col pelo… raramente liscia. La prima tendenza che balza agli occhi osservando l’impiego della pelle nelle ultime collezioni presentate al Salone del Mobile 2014 è piuttosto chiara: la superficie è quasi sempre in movimento. Peraltro, mai come quest’anno abbiamo notato un uso tanto abbondante della pelle, sia nell’area living che nelle camere da letto, a conferma del fatto che l’impiego di questo materiale rappresenta quel valore aggiunto capace di conferire prestigio ed esclusività al design nel segmento alto di gamma.
A dispetto dei problemi legati ai corsi del grezzo, tutti i grandi marchi dell’arredamento hanno proposto una grande varietà di rivestimenti in pelle per divani, letti e complementi d’arredo giocando su spessori, rifinizioni e colori. Quanto alle tendenze moda legate alla pelle, in generale abbiamo visto un certo gusto anni 70 fatto di linee retrò ed effetti vissuti, nelle tonalità naturali del cuoio e – tantissimo – testa di moro. Ma nelle proposte della Design Week milanese di quest’anno si è registrata anche una certa di voglia di colore che si ispira alle nuove tonalità accese dell’abbigliamento, dal giallo al rosso, dal turchese al verde.
Ci aiuta a capirne di più Alberto Conficconi, titolare di Cierre Imbottiti, esponente di Federlegno Arredo, che sottolinea un ulteriore sforzo comune a tanti produttori di salotti:

Dal canto nostro abbiamo cercato di sfatare un luogo comune, ovvero che la pelle sia un prodotto borghese che piace alle persone mature, puntando molto sul colore, sul tema vintage, anche sull’effetto jeans. Abbiamo proposto tinte accese, a volte shock ricavate dalla moda come giallo, fucsia, arancio, verde, cercando di giocare anche su rifinizioni particolari e spessori di un certo tipo. I prezzi? Siamo ai massimi storici e non mi vengano a dire che tutto ciò dipende dal fatto che si mangia meno carne rossa. La verità è che le grandi multinazionali stanno speculando.

– spiega Conficconi. Come fronteggiate questa situazione?

Noi acquistiamo grandi quantitativi e cerchiamo di ottimizzare gli acquisti per quanto possibile. Quanto ai prezzi finali, è evidente chi fa un prodotto di un certo tipo, frutto di ricerca e design, certi rialzi li può giustificare, ma per chi lavora sui volumi della grande distribuzione la pelle sta diventando un materiale fuori portata.

– conclude l’imprenditore romagnolo. Un concetto che conferma peraltro una tendenza più generale: anche nell’arredo, la pelle sembra destinata ad essere sempre più circoscritta al segmento del lusso.

Intanto il Salone del Mobile si è chiuso registrando un bilancio oltremodo soddisfacente con un’affluenza totale di 357.212 visitatori, da 160 Paesi, pari ad un incremento del 13% rispetto al 2013.

Questa edizione ha rappresentato una prova generale in vista di Expo 2015. Ci sono le migliori premesse perché sia un grande evento che mostrerà al mondo quello che Milano e l’Italia sono in grado di fare. Una sfida che non ci spaventa e che ci vede già impegnati a preparare un grande Salone che aprirà le danze dell’esposizione universale.

– ha dichiarato il presidente della manifestazione Claudio Luti.

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ARREDO, CONGIUNTURA IN RIPRESA

Tiene il mercato interno grazie al Bonus Mobili. L’export, con un confortante +2,4%, si avvicina ai livelli pre-crisi

Dopo il 2012, anno nero per la filiera del Legno-Arredo, nel 2013 il settore ha continuato a subire gli effetti della grave crisi economica e delle incertezze derivanti dai problemi dell’Eurozona che hanno messo in ginocchio i consumi europei.
I consuntivi elaborati dal Centro Studi Cosmit/FederlegnoArredo evidenziano una variazione negativa del Macrosistema legnoarredo (-3,2% fatturato alla produzione). Se il Governo a giugno scorso non fosse intervenuto con due misure di incentivo fiscale a sostegno della domanda nazionale, Bonus Mobili (detrazioni del 50%) ed Ecobonus (detrazioni del 65% per il risparmio energetico), il bilancio sarebbe ancora più drammatico.
A limitare l’entità della perdita contribuisce anche la crescita dell’export (+2,4%) che pesa per il 46,4% circa sul fatturato totale del Macrosistema legnoarredo. Le esportazioni proseguono il trend positivo degli ultimi tre anni. Rispetto al 2012 si riduce notevolmente la forbice tra vendite estere e vendite Italia. Il valore dell’export nel 2013 ammontava a quasi 12,7 miliardi di euro, di cui 10,8 miliardi rappresentati dal Macrosistema arredamento, pari a una crescita del 2,5%.
Per quanto riguarda le esportazioni del Macrosistema arredamento a contribuire al segno più sono, tra le prime destinazioni, Russia (+9,5%), Regno Unito (+1,3%), Stati Uniti (+11,6%), Svizzera (+10,1%), Austria (+3,4%) e Emirati Arabi Uniti (+7,2%). Tra i Paesi più dinamici si segnalano Turchia (+37,6%), Azerbaijan (+32,7%) e Nigeria (+31,7%).

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