Nel corso di un convegno che si è svolto il 3 dicembre a Montecchio Maggiore, nella prestigiosa cornice di Villa Cordellina Lombardi, sono stati presentati i risultati di LifeGOAST, il progetto cofinanziato dalla Commissione Europea finalizzato allo sviluppo di una innovativa tecnologia conciaria esente cromo e altri metalli, che consente il recupero pressoché totale delle rasature e la loro valorizzazione in altri ambiti industriali. Capofila del progetto, che si è appena concluso dopo uno studio durato quasi cinque anni, è GSC Group di Montebello, specializzata in ausiliari chimici per la concia che ha messo a punto i nuovi agenti concianti a base di polimeri organici, successivamente testati da Conceria Pasubio, tra i player mondiali di riferimento nell’ambito della pelle per il settore automotive. “Ci tengo a precisare che l’industria conciaria italiana, sensibile sul tema ambientale, ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio, ed ha intrapreso un percorso virtuoso verso il concetto di impatto zero – ha spiegato Massimiliano Silvestri, Quality Manager di Conceria Pasubio Spa -. Già oggi i sistemi di trasformazione impiegati sono rispettosi verso l’ambiente e i prodotti chimici utilizzati rispettano pienamente tutti gli standard ambientali più restrittivi. Tuttavia, grazie all’innovazione scientifica ottenuta con il progetto GOAST diamo la possibilità ai nostri partner, clienti e agli altri operatori, di utilizzare pelli conciate con performance green uniche”.
Parole di grande soddisfazione quelle di Claudio Bortolati, amministratore di Gsc Group: “La ricerca è stata entusiasmante e i risultati ottenuti ci hanno dato prova che è possibile realizzare un processo conciario efficiente, dal quale risultano pelli con le caratteristiche ricercate dal mercato e migliorativo della sostenibilità ambientale. Ci sono chiari indizi di un futuro non lontano in cui niente di ciò che deriva dalla concia andrà sprecato, ma anzi sarà valorizzato in altri settori industriali, dall’agricoltura, alla bioedilizia, per citarne solo alcuni”.

La presenza al convegno di rappresentanti di noti marchi automobilistici internazionali ha testimoniato l’interesse verso l’utilizzo della pelle per gli interni auto, considerata da molti addetti ai lavori più ecocompatibile rispetto ad altri materiali oggi in commercio. A maggior ragione se conciata con processi ad alta sostenibilità come il nuovo GOAST.
Nel corso del convegno, anche una tavola rotonda moderata dal direttore della rivista Arsutoria Matteo Pasca, durante la quale sono stati approfonditi con i relatori vari aspetti dello sviluppo dell’innovativo processo conciario anche in relazione alle nuove esigenze del mercato.
“La pelle è un materiale che viene utilizzato nell’industria automotive da più di 100 anni. Ha un retaggio antico ma è anche molto contemporanea e troverà applicazione anche nei veicoli elettrici” ha dichiarato Marc Stang esperto tecnico di Bentley, noto brand di auto di lusso”.
Una simulazione dell’utilizzo di queste nuove tecnologie concianti a livello distrettuale è stata possibile grazie al partenariato con Medio Chiampo, gestore del servizio idrico integrato dei Comuni di Montebello Vicentino, Zermeghedo e Gambellara che ha verificato l’impatto che avrebbe questo sistema di concia qualora fosse utilizzato in maniera estesa.
“Il progetto ci ha dato la grande opportunità di sperimentare quello che potrà essere uno sviluppo futuro del settore depurazione, costruendo un modello di trattamento delle acque del locale distretto e recuperando dati preziosi – ha riferito Il direttore generale di Medio Chiampo, Luigi Culpo -. Questo ci consentirà di affrontare scenari futuri con consapevolezza e conoscenza”.
LIFEGOAST ha anche dimostrato la positiva sinergia tra aziende ed enti di ricerca tanto che dall’ambito universitario è arrivata la soluzione per trasformare le rasature delle pelli conciate con questa nuova tecnologia, in una risorsa capace di sviluppare nuove sinergie industriali.
Michela Signoretto, professore ordinario di chimica industriale e delegata della rettrice per l’area scientifica dell’Università Ca' Foscari di Venezia, Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi, ha spiegato: “L’università ha il duplice compito di ampliare le conoscenze e migliorare la qualità della vita. Con il progetto GOAST siamo riusciti a centrare entrambi gli obiettivi. Valorizzare un rifiuto della filiera trasformandolo in una risorsa è stato possibile solo attraverso un’attenta analisi del prodotto di scarto, cioè la rasatura, e la sua trasformazione, attraverso un processo di pirolisi, in un biochar che può trovare diverse applicazioni nell’ottica dell’economia circolare”.

Riccardo Boschetti, presidente del Distretto Veneto della Pelle pur non potendo intervenire all’evento ha voluto condividere un suo pensiero: “Come Distretto, crediamo fortemente che la relazione tra le diverse componenti della filiera, gli enti territoriali ed il mondo accademico, possa contribuire allo sviluppo dell'industria conciaria, per renderla sempre più tecnologica e sostenibile. Ben vengano quindi ricerche, sperimentazioni e progetti come questo, nato dalla sinergia tra un'azienda chimica, un grande gruppo conciario, un impianto di depurazione e l'Università, con l'obiettivo di generare innovazione e favorire la transizione ecologica per il settore”.

GOAST è l’acronimo di Green Organic Agents for Sustainable Tanneries e il report del progetto è scaricabile dal sito www.lifegoast.eu.

Il Convegno è stato ospitato presso la Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore
Marc Stang, esperto tecnico del brand automobilistico Bentley, è intervenuto alla tavola rotonda
Foto di gruppo del Progetto LifeGoast