I chimici del cuoio italiani si sono riuniti a Turbigo lo scorso 1° ottobre per il 49° Convegno Nazionale AICC Area Lombardia-Piemonte, intitolato “Evoluzioni normative e restrizioni per la filiera pelle”.
Ad aprire i lavori, coordinati dal responsabile del distretto Ernesto Pisoni,  il presidente AICC Roberto Mariano Mecenero che ha auspicato il rilancio del comparto chimico conciario  a livello locale  e annunciato il forte impegno dell’associazione per l’organizzazione di Eurocongress IULTCS 2022, il congresso dei chimici del cuoio europei che si terrà il prossimo anno a Vicenza: “Sarà un’occasione imperdibile che coinvolgerà tutta la filiera pelle e che ci permetterà di mostrare a livello continentale le nostre capacità” ha detto Mecenero.

Dopo la relazione del segretario AICC Giancarlo Lovato che ha ripercorso le attività svolte dall’associazione nell’ultimo anno, il microfono è passato a Marco Frediani, presidente di UNPAC, l’unione delle aziende chimico conciarie italiane che ha co-organizzato il convegno, il quale ha ribadito l’importanza della collaborazione fra le due associazioni che “sono due facce della stessa medaglia” avendo tante persone e obiettivi in comune.  Un caloroso saluto è arrivato anche dal sindaco uscente Christian Garavaglia, non più rieleggibile dopo due mandati, che ha auspicato che la nuova amministrazione del comune di Turbigo capisca l’importanza di supportare il settore conciario sul territorio e il suo impegno nella ricerca e nello sviluppo di prodotti sempre più attenti all’ambiente.

I lavori del convegno sono quindi entrati nel vivo con la relazione di Paola Ulivi (Danger & Safety) che ha parlato delle ultime evoluzioni dei regolamenti REACH e CLP, illustrando le nuove sfide che attendono le aziende chimico conciarie tra cui nuove restrizioni di sostanze e nuove regole per l’uso di isocianati e polimeri. “Nei prossimi anni – ha aggiunto Ulivi – tutti i registranti saranno chiamati ad aggiornare i propri dossier di registrazione e a sostenere nuove spese per mantenere la propria registrazione attiva. Occorrerà dedicare risorse per elaborare schede di sicurezza corrette e che includono gli scenari espositivi anche nel caso delle miscele secondo le ultime linee guida. I controlli si stanno intensificando e le sanzioni sono molto pesanti”.

Della necessità di sviluppare e standardizzare nuovi metodi di analisi dei prodotti chimici ha riferito Tiziana Gambicorti della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli (SSIP) che ha illustrato gli ultimi aggiornamenti normativi riferendo della creazione di un gruppo di lavoro ad hoc presso il tavolo europeo di normazione CEN 289. L’Italia aveva infatti presentato, nell’ottobre 2020, formale richiesta di creazione di un gruppo di lavoro (WG) a livello internazionale dedicato proprio allo sviluppo dei metodi per i chemicals conciari. “Un panorama in continua evoluzione – ha spiegato l’esperta – in cui le regolamentazioni cogenti aumentano continuamente rende sempre più necessario avere metodi normalizzati a disposizione. La proposta di un nuovo working Group del CEN/TC 289 dedicato allo sviluppo dei metodi standard per i prodotti chimici per conceria è al servizio di questa esigenza”.

Un intervento molto schietto e veemente quello di Maurizio Maggioni, segretario UNPAC, che ha parlato di “Opportunità e limitazioni dei capitolati” puntando il dito su quelle “fondazioni supportate da brand che hanno creato capitolati privati, ai quali concerie e produttori chimici devono adattarsi affrontando importanti investimenti e spese per adeguarsi alle pretese contenute nelle varie MRSL, talvolta prive di fondamento scientifico”.
E ancora: “Siamo diventati il Bancomat di Audit e Piattaforme dati, ma quale riscontro effettivo hanno le aziende italiane a fronte del prelievo forzoso imposto con la scusa di rendere sostenibile il settore a livello mondiale”? Da qui la necessità di unire le forze con le concerie, creare una task force, sviluppare un linguaggio comune lungo tutta la filiera e andare a parlare direttamente con i brand. “Dobbiamo interagire con i brand adottando una strategia finalizzata a creare consenso attraverso la competenza basata su basi scientifiche e sostenibili” ha dichiarato il segretario UNPAC.  “Oltretutto – ha aggiunto  – l’enorme flusso di denaro speso da concerie e aziende chimiche per le registrazioni (stimato in circa 2,5 milioni) come e da chi viene utilizzato? Nessuna di queste organizzazioni alza mai la voce a difesa del settore conciario internazionale”. 

Nell’ottica di filiera, un’azione significativa in corso di realizzazione è la collaborazione tra UNPAC e ICEC per lo sviluppo di un Protocollo specifico per la creazione di una piattaforma d’interfaccia con il Chemical Gateway di ZDHC per l’implementazione degli ausiliari chimici delle aziende associate UNPAC che è stato anche l’argomento della relazione di Aldo Cavezzali di ICEC – Istituto di Certificazione della Qualità per l’Industria Conciaria che ha chiuso i lavori del Convegno: “Ci siamo imbarcati in questa avventura su richiesta delle concerie che si trovano a fare i conti con piattaforme poco trasparenti e ed esorbitanti costi delle analisi. Il nostro obiettivo è ridurre al minimo queste spese” ha concluso Cavezzali.

Il pubblico del Teatro Iris di Turbigo che ha ospitato il 49° Convegno Nazionale AICC