Un’altra tegola sul settore chimico conciario. Il problema riguarda la presenza nei pellami finiti dei bisfenoli, sostanze chimiche largamente usate sin dagli anni Sessanta in tanti settori industriali e ora sottoposte a restrizione perché potenzialmente dannose per l’uomo. Per quanto riguarda le pelli si tratta in particolare dei bisfenoli di tipo A, F e S di cui i brand manifatturieri ora chiedono di limitare la presenza al di sotto del limite atteso di 200 ppm, senza ovviamente alterare la qualità dei pellami. I motivi di queste richieste si collegano alle proposte di restrizione e di cambiamento di classificazione dei bisfenoli in questione presentate da Germania e Belgio all’ECHA.
Una problematica di non facile soluzione che si riverbera direttamente sui produttori di ausiliari chimici per la concia, come ci spiega l’associazione italiana UNPAC che ha elaborato una nota molto esplicativa che spiega nel dettaglio le difficoltà tecniche esistenti ma anche il percorso intrapreso per superare gli attuali limiti di rilevazione e sviluppare formulazioni chimiche alternative.
“La presenza di bisfenoli riguarda i tannini sintetici di sostituzione e, per alcuni di questi, sono attualmente previsti aggiornamenti dei dossier di registrazione al Reach in funzione dell’evolversi delle decisioni normative – spiega la nota – Diciamo anche che attualmente nessun tannino sintetico a base fenolica e di diidrossidifenilsolfone è esente da bisfenoli F e S”.
Il settore chimico si è attivato per ridurre il tenore di bisfenoli presenti nei suoi prodotti ma la strada è lunga: “Pensare di limitare quantitativamente la presenza di queste sostanze da subito è pura utopia, in quanto occorre tempo per costruire una nuova chimica che permetta la realizzazione di tannini sintetici con un minor tenore di bisfenoli”.
Un problema significativo è che non esiste ancora un metodo ufficiale per determinare la quantità di bisfenoli presenti nel pellame, così come quella riscontrabile nei prodotti chimici e quindi come spiega UNPAC “E’ necessario sviluppare al più presto un metodo ufficiale e normato che permetta di ottenere risultati ripetibili e riproducibili, validato attraverso gli step previsti dal processo di standardizzazione”.
A tale scopo la Commissione Europea di Normazione per il settore pelle, la CEN/TC 289, durante una delle riunioni periodiche ha avanzato una proposta di metodo per determinare la quantità totale di bisfenoli riscontrabili nel pellame, che è stata presentata nel febbraio 2021, alla quale hanno partecipato anche i delegati della Commissione di Normazione italiana.
Successivamente, nella recente riunione di marzo 2021, UNI ha deciso di organizzare un Interlab che interessa sia la CT/013 – Cuoio, Pelli e Pelletteria, che si occupa di analisi sulle pelli, sia il Gruppo di lavoro CT/013-GL01 che si occupa di analisi sui prodotti chimici, allo scopo di analizzare sia le pelli che i tannini sintetici utilizzati per la fase di riconcia.
Obiettivo di questo Interlab è quello di verificare l’efficacia di diversi approcci analitici proposti, utili a determinare il contenuto totale estraibile ma, al contempo, fondamentali per comprendere le correlazioni esistenti tra quantità presenti nei prodotti chimici e nei pellami trattati.
Nella successiva riunione europea CEN del 24 marzo, la delegazione italiana ha presentato la strategia progettuale che è stata accettata, e che ha visto il coinvolgimento di altri laboratori europei che hanno dato la propria disponibilità a partecipare all’Interlab.
Parallelamente alle attività in corso sui tavoli tecnici normativi, UNPAC ha chiesto ed ottenuto la collaborazione di tutte le 8 aziende chimiche europee produttrici di tannini sintetici di varie formulazioni in un round test, per acquisire ulteriori informazioni tecniche utili a valutare quali potranno essere i tempi necessari all’industria chimica per lo sviluppo di nuove generazioni di riconcianti; occorre puntualizzare il fatto che l’industria chimica si è già attivata al fine di ridurre il tenore di bisfenoli presenti nei suoi prodotti.
“È importante accettare il fatto che attualmente nessun tannino sintetico a base diidrossidifenilsolfone e fenolica è esente da Bisfenoli F e S, così come confermato in solidale da tutte le industrie chimiche europee produttrici di riconcianti che, in questa fase di avvio progettuale per la definizione di un metodo analitico affidabile e riproducibile che dovrà essere portato alla normazione, hanno aderito in toto conferendo campioni di prodotti che saranno consegnati ai laboratori coinvolti nell’Interlab e che, nel corso delle prossime settimane, permetteranno di entrare nel vivo della sperimentazione”.
Alcuni campioni di tannini sintetici, di diverse formulazioni, saranno testati per una serie di riconce su pellami wet-blue, che saranno poi sottoposti a verifica per il riscontro quantitativo di Bisfenoli, tenendo conto anche dei risultati che emergeranno dall’Interlab normativo.
Per l’armonizzazione delle tecniche giudicate idonee ad identificare la correlazione tra prodotto chimico e pellame sono state attentamente valutate le fasi procedurali identificate, così come le metodiche di preparazione del campione da analizzare e le diverse tecniche strumentali; al fine di valutare scrupolosamente che le condizioni di estrazione non sovrastimino il contenuto totale di bisfenoli, saranno comparati i diversi metodi preparatori e procedurali e diversi veicoli di estrazione, definendo quelli più idonei.