La conceria italiana è viva e, soprattutto, vitale.

Gianni Russo, presidente UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) ha voluto aprire così l’Assemblea 2017 di categoria, svoltasi a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, lo scorso 27 giugno.

Non una frase fatta, bensì un dato di fatto se si considerano i numeri che l’industria conciaria italiana può vantare: 1200 aziende che confermano la propria leadership internazionale sia in termini di valore (65% del totale UE, 19% a livello mondiale) che di qualità delle produzioni, nonostante il 2016 non sia stato un anno particolarmente brillante (i volumi complessivi di produzione hanno registrato un ribasso dell’1,7% in metri quadri di pelle finita e del 3,6% in kg di cuoio suola, mentre in valore il calo totale è stato del 3,4%).
In moderato ribasso anche le esportazioni (-5%), che mantengono comunque un’incidenza sul fatturato totale del settore superiore al 75%. Particolarmente in difficoltà le spedizioni verso i manifatturieri cinesi (in calo a doppia cifra, sia Hong Kong che Cina continentale, ma nel complesso sempre prima destinazione estera delle pelli italiane) e verso Germania (-12%), Portogallo (-12%), Regno Unito (- 3%) e Corea del Sud (-9%). Quali comparti hanno deluso maggiormente? Hanno ceduto le produzioni conciarie destinate alla moda (pelletteria -7%, calzatura e abbigliamento -2%), mentre in aumento l’imbottito, soprattutto per interni auto (+8%), con l’arredamento che torna a mostrare un segno positivo dopo dieci anni di calo.

Fotografia del settore conciario italiano 2016
Le iniziative di UNIC

Ma il lavoro di UNIC è andato ben oltre questi numeri durante la presidenza Russo:

In soli 12 mesi, insieme, si è realizzata una radicale ristrutturazione di quello che tradizionalmente si definiva ‘Gruppo’, passato da 12 a 3 entità giuridiche. Abbiamo eliminato il contenzioso con BolognaFiere e riacquistato l’intero asset della società Lineapelle. Siamo tornati ad avere un ruolo attivo in Cotance. Il numero degli associati è cresciuto e a breve – dopo Roma, Santa Croce, e Arzignano – apriremo una sede anche a Solofra.

Industria 4.0

Fra i temi importanti citati in assemblea quello dell’Industria 4.0. Un’innovazione da perseguire con decisione, soprattutto sfruttando gli incentivi dell’attuale governo (super ammortamento e credito d’imposta). Un punto su cui ha avuto da dire Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli:

Bisogna battersi perché in Europa non passi il modello tedesco di Industria 4.0, basato su un’idea di impresa di medie dimensioni. L’Italia ne sarebbe penalizzata visto il suo tessuto di piccola imprenditorialità.

Formazione

Centrale anche il tema della formazione. Se, infatti, il livello occupazionale del settore è rimasto invariato anche durante la crisi, ciò che desta preoccupazione è la scarsità di giovani impiegati in conceria (solo il 13% rispetto al totale).