Ha tenuto fede alle promesse insite nel titolo “Ripartenza – Futuro – Innovazione” il Convegno AICC Veneto che si è tenuto ad Arzignano lo scorso 26 novembre. Sul palco del cinema Charlie Chaplin sono state infatti presentate cinque relazioni importanti che hanno permesso di alzare lo sguardo e sperare in un futuro meno incerto grazie ai progressi tecnico-scientifici e alla prospettiva di nuovi importanti investimenti nell’ambito della depurazione.

Dopo i saluti del presidente Roberto Mariano Mecenero, che ha esortato i colleghi della filiera a fare gioco di squadra “perché insieme si possono fare grandi cose e il 2022 può diventare l’anno del rilancio del settore”, il Convegno è entrato nel vivo dei lavori con la relazione di Riccardo Pasquale (GSC Group) dedicata alla presentazione dei risultati del Progetto LIFE GOAST realizzato con il contributo della Commissione Europea. Iniziato a luglio 2017 e concluso a dicembre 2021, il progetto ha avuto come obiettivo dimostrare l’efficacia di una tecnologia di concia metal free, alternativa al cromo, per produrre pelli di alta qualità, in particolare per il settore automotive. La tecnologia Goast – ha spiegato il relatore – si basa sull’utilizzo di una combinazione di diversi composti a base polimerica utilizzati seguendo uno specifico protocollo applicativo. Gli scarti di pelle che ne risultano, essendo privi di cromo e altri metalli pesanti, possono essere completamente riciclati. I risultati del progetto sono stati giudicati molto positivi con una criticità superabile che riguarda l’aumento del carico organico che ha una degradazione più lenta e quindi necessita di più tempo.
Il microfono è quindi passato nelle mani di due ex studenti del corso di Green Leather Manager dell’ITS di Arzignano, Nicolò Panarotto e Michele Vallarsa, oggi occupati in aziende del territorio, che hanno presentato un lavoro dedicato alla “Sostenibilità nelle fasi di riviera”. L’obiettivo della ricerca era dimostrare che con un nuovo approccio nelle lavorazioni meccaniche e chimiche di riviera è possibile ridurre il carico inquinante. Come? Effettuando la rifilatura, la scarnatura e la spaccatura delle pelli in verde così da ridurre il volume della pelle da conciare (del 30%) e conseguentemente gli scarti prodotti, diminuendo le quantità di prodotto chimico, acqua ed energia necessarie al processo.


Gustavo Defeo (ARS Tinctoria) ha svolto una relazione intitolata “La misura della circolarità della pelle e dei materiali alternativi” in cui ha parlato degli obiettivi del Green Deal europeo e della necessità di poter misurare e confrontare la sostenibilità dei materiali. Il ricercatore ha descritto i risultati di uno studio comparativo da lui realizzato sulla tomaia di tre calzature: una vegetariana, una prodotta con “pelle di mela” e una con pelle metal free con un processo misto sintetico/vegetale. Le analisi eseguite con il metodo del carbonio 14 hanno dimostrato che il materiale della prima tomaia deriva dal petrolio per il 100%, quello in pelle di mela ha un 80% di PU e un 20% di scarto organico, mentre la tomaia in pelle offre un contenuto bio pari all’83%. Da qui la necessità di arrivare all’etichettatura dei materiali per sfatare falsi miti e offrire un’informazione più trasparente ai consumatori.


Dedicato alla tracciabilità l’intervento di Cesare Dal Monte (GER Eletttronica) che ha spiegato come integrarla nel processo conciario per ottenere dati certi in tutte le fasi di lavorazione ricavandone importanti vantaggi in termini di trasparenza e garanzia di qualità, ma anche “perché – ha detto il manager citando una fonte ASSOMAC – i dati e la loro interpretazione saranno la linfa delle aziende del futuro”.
Molto interessante anche l’ultima relazione di Nicola Muraro, consulente del Distretto Veneto della Pelle, intitolata “Concia verso l’impatto ambientale Zero” che suggerisce un cambio di passo da parte di tutti gli operatori per realizzare un ambizioso progetto incentrato su otto “cantieri” per raggiungere la piena sostenibilità tra cui spiccano i temi della concia circolare, della carbon neutrality e della chimica pulita e per il quale il distretto veneto sta puntando ad ottenere finanziamenti legati al PNRR. Al riguardo Muraro si è soffermato in particolare sulla necessità di riprogettare il sistema di depurazione locale che oggi mostra tutti i limiti di un impianto progettato più di 50 anni fa. Punto nodale del nuovo sistema sarebbe la gestione separata dei vari tipi di fanghi attraverso la creazione di tubazioni singole divise per tipologia in modo da facilitare la depurazione ma anche il recupero di proteine, cromo e sale.

A conclusione del convegno, il presidente Mecenero ha nominato e invitato sul palco i nuovi Soci “onorari” dell’Associazione. Si tratta di: Santo Mastrotto, Gilberto Adami, Biagio Siani, Biagio Naviglio, Giancarlo Falaschi e Giovanni Gola.