Malgrado le grandi difficoltà organizzative legate alla pandemia e alle conseguenti restrizioni ai viaggi ancora in vigore in varie parti del mondo, il 1° novembre scorso si è tenuto il 5° World Leather Congress dal titolo “Leather a Gift of Nature” che ha sperimentato una felice formula ibrida, ovvero svolgimento in presenza da Addis Abeba, Etiopia, per alcune decine di partecipanti e collegamento da remoto via zoom per tutti gli altri (da ben 19 Paesi diversi).
A fare gli onori di casa il Prof. Mekonnen Hailemariam consulente di ALLPI, l’Istituto africano della pelle e dei prodotti in pelle che ha organizzato l’evento insieme all’International Council of Tanners (ICT). Nel suo discorso introduttivo Kerry Senior, presidente ICT, ha rimarcato l’importanza di un momento di confronto internazionale come il Leather Congress per il settore che affronta “tempi difficili” vuoi per la pandemia vuoi per le difficoltà di approvvigionamento delle catene di fornitura, per non parlare della concorrenza dei materiali presentati come alternativi alla pelle che spesso non sono per niente sostenibili. Al riguardo, Kerry ha citato il Leather Manifesto, il documento ufficiale presentato alla COP26 di Glasgow che è stato sottoscritto dalle associazioni della pelle di tutto il mondo proprio per fare chiarezza sulla sostenibilità dei materiali. “Abbiamo, e sempre più avremo in futuro, bisogno di dati scientifici per contrastare le fake news sul settore – ha spiegato Kerry – anche per questo le concerie devono farsi promotrici di studi di LCA che possono produrre numeri confrontabili con quelli degli altri materiali e dimostrare così la verità sul reale impatto ambientale della pelle”.
Illustrando i dati dell’industria della pelle statunitense che ogni anno lavora circa 28 milioni di pelli (su un totale 33 milioni di capi processati dall’industria della carne), il presidente dei conciatori e dei grezzisti Stephen Sothmann (LHCA) ha annunciato la “Zero Waste Initiative”, un progetto che punta a recuperare anche i quantitativi che attualmente finiscono in discarica ogni anno (circa 5 milioni di pelli) producendo circa 120mila tonnellate di CO2. “Se applicassimo questa iniziativa a livello globale il volume delle emissioni risparmiate sarebbe davvero degno di nota” ha riferito Sothmann sottolineando implicitamente il valore dell’industria conciaria che riutilizza un prodotto di scarto dell’industria alimentare evitando il suo conferimento in discarica che come noto rappresenta un grave danno ambientale. Riguardo alle future tendenze della domanda di carne, il presidente americano ha spiegato che gli aumenti maggiori sono attesi da Africa e Asia. In Cina, la richiesta di carne di manzo nel 2019 è cresciuta del 59%, nel 2020 del 28%, nel 2021 dell’8% e un altro +8% è previsto per il 2022.
Luca Boltri, vicedirettore di UNIC – Concerie Italiane ha svolto una relazione incentrata sull’importanza della pelle nell’ambito del lusso, dove tutt’ora rappresenta un materiale di elezione giocando un ruolo chiave, cosa molto importante perché la fascia top del mercato con le sue scelte influenza anche tutte le fasce sottostanti. Si stima che il luxury abbia perso circa il 22% del valore a causa della pandemia, ma i forti rimbalzi del primo semestre ‘21 fanno sperare in una completa ripresa. I consumatori stanno cambiando – ha però avvertito Boltri – i giovani oggi sono molto attenti a scegliere i brand più attenti ai temi della sostenibilità. Da questo punto di vista il ‘sustainable luxury’ diventa un driver di sviluppo cruciale per la crescita del settore.
Presentazione interessante anche quella di Kim Sena, responsabile sostenibilità di JBS Couros che ha riferito come nell’Higg Index che misura la sostenibilità dei materiali della moda la pelle tradizionale abbia un punteggio di 36,4, un numero troppo alto rispetto agli altri materiali, compresi alcuni che di naturale hanno ben poco. Sena ha spiegato come, grazie a vari studi LCA, le pelli prodotte con il nuovo sistema di taglio e lavorazione sviluppato dal colosso brasiliano (identificato con il marchio Kind Leather) ottengono un punteggio decisamente più interessante: 8,7. Ma qui occorre una spiegazione aggiuntiva. Di fatto, i punteggi elevati dell’Higg Index ottenuti dalle pelli tradizionali sono fortemente influenzati dalle allocazioni di impatto derivanti dall’allevamento degli animali, come ha fatto notare Gustavo Gonzalez-Quijano, segretario generale di Cotance, la federazione europea dei conciatori, che si batte da anni per l’allocazione Zero della pelle, ovvero la necessità di misurare l’impatto dell’industria conciaria solo a partire dall’ingresso della pelle grezza in conceria, escludendo quindi l’allevamento, il cui impatto dovrebbe incidere solo sull’industria della carne e del latte. Kim Sena ha fra l’altro annunciato un’iniziativa interessante: “Vogliamo creare un Competence Center for Raw Hides & Biomaterials, una piattaforma di discussione aperta a tutti per raccogliere dati e confrontare studi ed esperienze che aiutino il progresso del settore”. Tra i progetti di JBS Couros per il futuro anche la valutazione dell’impatto ambientale per singolo prodotto chimico.
Al WLC è quindi intervenuto il segretario generale della China Leather Industry Association, Chen Zhanguang, che ha stimato l’impatto del Covid sull’industria della pelle cinese in un calo della produzione del 15% e dell’export del 21,6%. Nel primo semestre di quest’anno è stato però registrato un forte rimbalzo dell’attività ed un aumento del 33,7% del consumo interno di calzature, Dati che fanno ben sperare per il futuro ma che anche qui devono fare i conti con l’aumento del costo dell’energia e dei trasporti. Rispetto alle destinazioni d’uso, le performance più interessanti della pelle sul mercato cinese attualmente sono registrate nell’arredamento, seguito dall’automotive, mentre calzature e pelletteria sono ancora in sofferenza.
Tra gli speakers del Congresso anche Cristina Trautmann di Leather Working Group e Deborah Taylor della Sustainable Leather Foundation che hanno parlato dell’importanza di avviare e costruire un percorso di certificazione della produzione di pelle.

Una parte dei relatori intervenuti al WLC
Altri speakers del WLC