Prosegue a pieno ritmo l’implementazione del Programma “Roadmap to Zero” di ZDHC (acronimo di Zero Discharge of Hazardous Chemicals) in base al quale brand, produttori e retailer di tutto il mondo collaborano per raggiungere l’obiettivo comune della completa eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dal settore moda. L’approccio olistico di ZDHC ha consentito di sviluppare strumenti per una più accorta gestione dei prodotti chimici, stabilendo dei nuovi standard per il controllo dei processi di produzione e degli scarichi in ambiente e promuovendo attività di formazione. Negli ultimi anni, sotto la spinta delle griffe della moda, ZDHC ha visto crescere l’attenzione nei suoi confronti anche da parte dell’industria chimico-conciaria come dimostra l’adesione di UNIC – Concerie Italiane e di UNPAC, l’Unione dei produttori italiani di ausiliari chimici conciari.
Per sostenere le imprese nell’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose, uno degli strumenti più importanti è la MRSL (Manufacturing Restricted Substances List), ovvero la lista delle sostanze chimiche la cui immissione sul mercato deve essere eliminata o limitata, di cui lo scorso anno è stata pubblicata una seconda versione aggiornata, la cosiddetta MRSL 2.0. Di fatto utilizzando formulazioni conformi alla ZDHC MRSL, i fornitori garantiscono ai loro clienti che processi e prodotti non sono contaminati dalle sostanze ritenute pericolose.
Il secondo strumento di grande rilevanza per gli utenti è il Gateway, ovvero il portale delle sostanze chimiche di cui ZDHC ha annunciato nuove funzionalità (vedi intervista ad Alessandra Tortora) che consta di due moduli:


ZDHC Gateway – Chemical Module, un database che consente ai formulatori (chimici) di condividere informazioni sui loro prodotti circa il livello di conformità (i.e. livello 1,2,3) rispetto alla ZDHC MRSL. Previa registrazione, l’accesso a questo modulo è consentito a tutti.
ZDHC Gateway – Wastewater Module, una libreria di tutti i test report eseguiti sulle acque di scarico da parte dei processi a umido e delle rifinizioni, seguendo il protocollo ZDHC Wastewater Guideline.


Nell’ambito di un interessante Virtual Meeting per la Regione del Sud Europa dedicato alla sostenibilità, recentemente organizzato da ZDHC, si è svolta una panel discussion intitolata “Leather & Fashion Technology – Together for driving sustainable best practises in the leather sector” cui hanno partecipato importanti relatori del nostro paese.

A gestire il panel Alessandra Tortora, ZDHC Southern Europe Director, che ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza della ricerca e dell’innovazione tecnologica nel perseguire una sempre maggiore sostenibilità nel settore della moda. Tra i partecipanti anche Maurizio Maggioni, segretario di UNPAC, l’Unione italiana dei produttori di ausiliari chimici, che ha annunciato l’avvio di un importante studio della LCA dei prodotti chimici conciari da realizzare insieme ad un partner specializzato. Lo scopo è quello di definire le cosiddette “regole di categoria” per ciascuna tipologia di prodotto, in modo da fotografare il reale impatto di ogni fase di lavorazione conciaria, dal calcinaio alla rifinizione.
Fabiana Orlandi, esperta di sostenibilità di UNIC – Concerie Italiane, ha fatto notare come la pandemia da Covid-19 abbia in un certo senso accelerato la domanda del mercato verso processi più sostenibili. L’innovazione tecnologica è uno dei driver di sviluppo insieme alla circolarità che non significa solo recupero degli scarti di produzione ma un consumo sempre più consapevole delle risorse naturali con un attento monitoraggio dell’utilizzo di prodotto chimico. “Occorre lavorare sulla progettazione dell’articolo analizzando e raccogliendo i dati di LCA di prodotti e processi per poter confrontare le diverse soluzioni” ha spiegato la Orlandi che ha ricordato anche l’importanza di promuovere lo scambio di informazioni e di buone pratiche ragionando sempre di più a livello di filiera.
Dal canto suo Guido Zilli, responsabile sostenibilità del Gruppo Dani, ha ricordato come la conceria veneta promuova politiche di sostenibilità attraverso vari strumenti e progetti. Un percorso iniziato oltre dieci anni fa che oggi fa sì che la conceria venga percepita dai clienti più esigenti come un soggetto propositivo e a basso rischio. Un impegno oneroso ma che sta dando anche risultati concreti: “Le nostre attività di ricerca hanno portato a novità di prodotto (oltre che di processo) che ora proponiamo con successo al mercato come la linea Zero Impact”.
Presente alla panel discussion anche il direttore di Assoconciatori Aldo Gliozzi che ha riferito delle peculiarità del distretto conciario di Santa Croce che negli anni ha costruito un efficiente modello consortile per gestire tutte le problematiche ambientali, dalla depurazione delle acque al recupero di cromo, carnicci e scarti di rasatura in un’ottica di piena circolarità economica.